Castel Sant’Elmo, Papa: “Riapertura slittata. Serve chiarezza sulle responsabilità”

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NAPOLI – «Castel Sant’Elmo non può essere trattato come un problema da gestire di volta in volta con transenne, chiusure e soluzioni provvisorie. Il nuovo slittamento della riapertura, fissata ora al 29 agosto dopo il sopralluogo congiunto di Comune, Regione e Musei Nazionali del Vomero, impone chiarezza e soprattutto impone di capire perché si sia arrivati a questo punto».
A dirlo è Emanuele Papa, presidente della Commissione Trasparenza della V Municipalità e dirigente di Futuro Nazionale, intervenendo sul cedimento di una porzione del costone tufaceo in prossimità delle mura di Castel Sant’Elmo e sui successivi interventi di messa in sicurezza.

«È giusto mettere in sicurezza e non riaprire un sito monumentale finché non ci sono tutte le garanzie necessarie – sottolinea Papa – ma proprio per questo bisogna smetterla con la logica dell’emergenza permanente. Non possiamo aspettare che cada un pezzo di muro per accorgerci che esiste un problema».

Il tema, infatti, non nasce oggi. Le criticità lungo il sistema delle mura e delle strutture perimetrali di Sant’Elmo si trascinano da anni, con porzioni transennate e puntellate da lungo tempo. Una situazione che, oltre a rappresentare un evidente problema di sicurezza e di decoro urbano, ha avuto conseguenze pesantissime anche sul tessuto commerciale della zona.

«Ci sono transennamenti che da anni occupano marciapiedi e spazi pubblici, trasformando uno dei luoghi più importanti e suggestivi del Vomero in una sorta di cantiere permanente. Nel frattempo, attività storiche, comprese quelle dei corallari, sono state progressivamente strangolate da una situazione di degrado e di mancata soluzione del problema. È accettabile che un pezzo di storia commerciale di Napoli muoia anche per l’incapacità delle istituzioni di risolvere un problema che si trascina da anni?».

Secondo quanto emerso nelle verifiche, l’area interessata dal cedimento non sarebbe di competenza dei Musei Nazionali del Vomero, mentre proprio sulle mura in prossimità delle ex botteghe risulta un cantiere avviato dalla Regione nel 2025, dopo una situazione di puntellamento presente dal 2014. Un quadro che rende ancora più necessario fare piena luce sulla situazione proprietaria, sulle competenze e sugli interventi eseguiti e programmati.

«Non ci interessa fare lo scaricabarile tra Comune, Regione, Soprintendenza e Ministero. Ci interessa sapere chi deve fare cosa, perché non lo ha fatto prima e soprattutto cosa intenda fare adesso. Le competenze amministrative non possono diventare un alibi per l’immobilismo».

Per questo motivo Papa ha convocato per oggi la Commissione Trasparenza della V Municipalità, nella quale il caso Castel Sant’Elmo sarà tra gli argomenti oggetto di approfondimento.

«Chiederemo di conoscere lo stato degli interventi, la situazione delle altre porzioni del muro perimetrale, gli eventuali precedenti sopralluoghi e le segnalazioni già effettuate, gli interventi realizzati negli ultimi anni e quelli ancora da completare. Vogliamo inoltre capire se esistano responsabilità per una situazione di degrado e di precarietà che, a quanto risulta, non nasce certamente con il crollo di pochi giorni fa».

«La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto, ma sicurezza significa anche prevenzione, manutenzione e responsabilità. Napoli non può permettersi di intervenire sempre dopo il crollo, dopo la voragine, dopo il cedimento o dopo che un’attività commerciale ha già chiuso. Castel Sant’Elmo è un simbolo della nostra città, del Vomero e della storia di Napoli: va difeso, valorizzato e restituito pienamente ai cittadini, non circondato per anni da transenne e abbandonato al degrado».

«Da una parte – conclude Papa – chiediamo che la riapertura avvenga solo quando ci saranno effettive condizioni di sicurezza. Dall’altra pretendiamo che il 29 agosto non rappresenti semplicemente l’ennesima data da rispettare, ma l’inizio di una soluzione definitiva. Su questo la Commissione Trasparenza farà la propria parte fino in fondo».

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