Franco_Porzio

NAPOLI – Il contenzioso con la Mostra sconfina ormai ben oltre il consentito. La gestione delle piscine affidata a soggetti evidentemente incapaci e privi di cultura sportiva è un motivo di grande sofferenza.

Mi riferisco a chi, solo pochi mesi fa, prometteva ai napoletani di essere in grado di autogestire spazi e strutture sportive della Mostra e che oggi, messo alla prova, non sa fare altro che balbettare scuse e muovere accuse  prive di consistenza.La verità è un’altra: per restituire alla città le piscine della Mostra occorrono dieci giorni e capacità manageriali.Ed invece chi governa la Mostra non riesce neanche a vedere i propri errori. Mi riferisco per tutti alla scelta di isolare gli impianti e le piscine dalla città, in nome di un progetto sgangherato (la cosiddetta Isola delle Passioni) che ha reso felici solo i cani randagi e qualche tossicodipendente, gli unici ad avere libero accesso al complesso natatorio della Mostra, soprattutto nelle ore serali.A nulla sono valse le proteste di quanti – bambini, disabili e sportivi in genere – hanno implorato o protestato contro gli amministratori della Mostra d’Oltremare per rimuovere almeno parzialmente il divieto di accedere alla piscina.Ed allora non è affatto serio dolersi dei mancati incassi dopo aver impedito alla gente di frequentare le strutture sportive della Mostra, che occorre invece riaprire subito in vista delle Universiadi, anche per usufruire dei finanziamenti che il CONI e la Regione sono pronti ad erogare per  rinnovare gli impianti.E’ compito della classe dirigente o, comunque, di chi si presenta in questa veste rimboccarsi le maniche e trovare le soluzioni. Perché se invece si è capaci solo di piangere e calunniare è più dignitoso farsi da parte.

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