recco

NAPOLI – Per la mancanza di organizzazione della prima società di pallanuoto italiana, che non ha curato che il campo gara della piscina comunale di Sori si trovasse in condizioni regolari per poter ospitare una gara del campionato di A1, la partita Pro Recco – Posillipo non si è potuta disputare.

Alle 15:45, constatato che non c’erano le condizioni di sicurezza per dare inizio alla partita, l’arbitro Attilio Paoletti, con il triplice fischio di rito, ha sancito che la gara non poteva aver luogo per impraticabilità del campo gara.

Di fronte alle rimostranze del presidente della Pro Recco Maurizio Felugo, Paoletti ha risposto che non c’erano più i tempi tecnici per poter dare inizio alla gara in tempo utile in altro campo gara.

Questi i fatti che la coppia arbitrale deve aver verbalizzato.

COMUNICATO POSILLIPO

“Rispetto prima di tutto per la verità. Maurizio Felugo, Presidente Pro Recco, non può dire di aver messo a disposizione la piscina di Camogli “avvertendo tempestivamente arbitri e squadra ospite”!

La verità è che da Camogli gli avevano detto che non erano in grado di allestire il campo gara entro le 16,30 e che per questo motivo alle 16 (dopo il triplice fischio di Paoletti) entrava nello spogliatoio del Posillipo – con comportamento irrispettoso e irrituale – invitando il Consigliere alla pallanuoto del Posillipo, Gigi Massimo Esposito a firmare una non meglio specificata richiesta agli arbitri di GIOCARE A SORI in una situazione di pericolo per gli atleti di entrambe le squadre.

Tutto ciò per coprire l’assoluta disorganizzazione con cui era stato preparato un evento come la prima partita interna del centesimo campionato di serie A1 dalla blasonatissima società presieduta dal Felugo.

Questa è la verità sulla quale tutti gli addetti ai lavori e lo stesso ambiente recchelino dovrebbe riflettere.

E in tema di verità, è emerso dopo dallo stesso ambiente recchelino, che chi era preposto a curare la logistica del campo gara di Sori prima degli incontri interni, è stato destinato ad altro incarico senza essere stato sostituito.

Solo così si può spiegare l’assoluta disorganizzazione con cui è stato affrontato l’evento, disorganizzazione confermata anche nelle cronache dei giornalisti locali. E che non si limitava al problema della pedana dell’acquagym. Anche dopo le 15 il campo gara sembrava quello di un campo da beach waterpolo con porte che si muovevano, i display dei 30″ che non funzionavano e il tabellone luminoso inesistente e senza alcun nome degli atleti. E tutto ciò dopo la presentazione ufficiale delle squadre. PURO DILETTANTISMO. Con in panchina un coach leggenda vivente della pallanuoto mondiale!

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