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NAPOLI (di Vera Muscerino)-  Neanche la pronuncia del 12 settembre del Consiglio di Stato è riuscita ad appianare le ostilità tra le star dello sport italiano in merito alla gestione dello Stadio Collana. I big coinvolti nella questione sono sempre loro: da un lato, i fratelli Cannavaro e Ciro Ferrara, soci della Giano srl, e, dall’altro, Sandro Cuomo, oro olimpico nella spada ad Atlanta 1996, socio Cesport, composta dalle associazioni del Collana.

Di fatto, tuttavia, il massimo tribunale amministrativo ha ordinato alla Regione Campania di consegnare entro 45 giorni di tempo le chiavi dell’impianto alla Giano, scatenando l’ira di Cuomo: “Devono capire quanti voti perdono se prendono la strada della speculazione”, ha scritto lo schermidore su facebook nei giorni scorsi. Legittimati dalla pronuncia del CdS, i soci della Giano, hanno presentato il progetto di restyling del Collana, alla conferenza stampa di ieri mattina, presso l’Hotel Romeo di Napoli: “Questa non è un’impresa facile, né conveniente – ha spiegato il prof. Gennaro Ferrara – Oltre all’impegno di pagamento con la Regione, ci sono circa 7mln di euro da impiegare per la messa in opera del progetto”. La Regione Campania percepirà, infatti, 120 mila euro all’anno per ben 8 anni e, dall’ottavo anno in poi, ci sarà un aumento di 15mila euro fino al 15°anno. L’obiettivo, hanno chiarito i soci Giano, è quello di riconsegnare il Collana alla Regione in perfette condizioni così come previsto dal prospetto. Ciò richiede un impegno finanziario e gestionale non facile. Un lavoro costante e destinato ad andare avanti per lunghi anni, spinto da motivi sentimentali – ha precisato il prof. Ferrara – legati al ricordo in cui il Napoli giocava al Collana: “Questo stadio ha rappresentato per il Vomero e per l’intera città di Napoli un luogo sportivo importante e da diversi anni vive un degrado continuo e completo non portando soldi neanche alla Regione. Il mio intento è quello di fare qualcosa di buono per la mia città, a titolo gratuito”. Sulla stessa scia del prof., anche Ciro Ferrara che però alle dichiarazioni di Cuomo proprio non ci sta: “Non siamo speculatori e lo dimostra la nostra storia decennale di intervento sempre attivo nelle strutture sportive. Arrivisti? Assolutamente, no. Siamo solo dei nostalgici che intendono riconsegnare al popolo giovanile napoletano un impianto efficiente e rimodellato in chiave moderna. Non siamo imprenditori se non nell’accezione nobile del termine e restituiremo a Napoli una struttura gioiello”.

Sorridente e propositivo come sempre, Fabio Cannavaro, è parso non capire le basi di questa guerra dove siano poggiate: “Al di là di tutto, mi appaiono strane le difficoltà createsi. Il progetto parla chiaro e noi della Giano vogliamo ridare il Collana alla città. C’è una società che vuole investire soldi propri in questa causa, qual è il problema?” Tuttavia, dei problemi inerenti al bando – che tutti i soci della Giano hanno sottolineato sia stato vinto in maniera del tutto regolare dato che il Consiglio di Stato non favorisce nessuno – ci sono eccome. Che siano di natura giuridica o politica oppure di natura personale e sentimentale, dei problemi ci sono.

A seguito della conferenza stampa, infatti, Cuomo ci ha tenuto ancora una volta a spiegare, sul ben noto social network, il motivo del suo risentimento nei confronti della sentenza e lo ha fatto in una lettera scritta proprio ai due amati ex calciatori partenopei. Nella lettera, tra le altre cose, si legge: “…tengo a precisare che io non ce l’ho con voi, vi stimo e vi apprezzo come sportivi e come persone. Sono contro la giustizia di forma e non di sostanza, che ha escluso la cordata di operatori interni al Collana per un vizio di forma scovato tra i cavilli giudiziari, e nemmeno pertinente al caso a detta di illuminati giuristi (TAR compreso)…Perdonatemi, ma pur apprezzando la vostra dichiarata disponibilità a dialogare con le Associazioni (anche se fino ad ora non c’è stato alcun invito al dialogo da parte vostra…) non riesco a preferire soluzioni diverse dal ritiro del bando di gara, sperando di rientrare al Collana quanto prima per continuare l’opera iniziata e portare la mia città sul tetto del mondo…”

Una sentenza emanata dal Consiglio di Stato eppure, di fatto, finché la Regione non consegnerà le chiavi del Collana, la questione appare ancora incerta.

Intanto, purtroppo, lo stadio Collana, piuttosto che un luogo dove a regnare dovrebbe essere lo sport, appare sempre più come l’oggetto del desiderio più ambito dai vip negli ultimi anni.

LA RISPOSTA DI SANDRO CUOMO

Cari Ciro e Fabio,
oggi c’è stata la conferenza stampa di presentazione del vostro progetto sullo stadio Collana, l’accesso era riservato agli invitati ed agli organi di stampa.
Io non sono stato invitato, quindi non c’ero, ma molti amici che hanno assistito mi hanno riferito i contenuti.

In primo luogo, tengo a precisare che io non “ce l’ho con voi”, assolutamente!
Tifo Napoli da quando sono nato ed ho tifato sempre per voi, sia con il Napoli che con la Nazionale, e mi perdonerete se non ho più tifato quando siete passati alla Juve, pur continuando a seguirvi con affetto, in quanto napoletani.

Caro Ciro, mi è stato riferito che hai dichiarato che io frequento il Collana da 4 (quattro anni), millantando invece frequentazioni decennali.
Avrei preferito non scendere su questo piano, ma devo precisare che ho iniziato scherma allo stadio Collana nel ’67, precisamente quarantanove anni fa, quando tu sei nato, e da allora non ho mai smesso di calcarne le pedane, resistendo a tutte le offerte economiche avanzatemi da società del nord quando cominciai a diventare bravino…
Prima da atleta, poi da tecnico, in quello stadio ho trascorso gli ultimi 49 anni della mia vita senza interruzione.

Io non sono contro te o contro Fabio, vi stimo e vi apprezzo come sportivi e come persone, ma immagina di lavorare tutta la vita per portare la tua squadra ai vertici internazionali, e all’improvviso ti dicono che devi ricominciare da zero, ti trovi senza una sede, con duecento ragazzi ed altrettante famiglie che hanno riposto in te speranze e fiducia senza un luogo dove allenarsi, e senza progettualità… idem dicasi per tutte le altre Associazioni che lavoravano al Collana.

Io sono contro l’irriconoscenza istituzionale, perchè ritengo che chi ha fatto tanto per il proprio paese e per la propria città, abbia diritto ad un minimo di riconoscenza dalle Istituzioni per essere aiutato ad aiutare le nuove generazioni; 
sono contro la giustizia di forma e non di sostanza, che ha escluso la cordata di operatori interni al Collana per un vizio di forma scovato tra i cavilli giudiziari, e nemmeno pertinente al caso a detta di illuminati giuristi (TAR compreso);
sono contro le revisioni arbitrali, dove il progetto sostanzialmente vincente, con l’offerta economica più alta, con il progetto gestionale migliore, con l’offerta tecnica migliore (come giudicato dalla commissione dedicata) viene escluso, a beneficio di un progetto perdente perchè più orientato al ritorno commerciale, a dispetto dello spirito stesso del bando di gara che intendeva privilegiare le attività sportive tutte.

Non fraintendetemi, non critico chi fa business, assolutamente, ma credo che non sia moralmente giusto farlo con una struttura pubblica già ampiamente avviata, in un impianto che si è mantenuto a galla grazie all’impegno e al sacrificio di allenatori e dirigenti, con campioni del mondo, campioni d’italia, squadre in serie A, atleti paralimpici o semplici amatori che di punto in bianco vengono gettati fuori e abbandonati.

Nel mio Club così come nelle altre Associazioni che facevano capo al Collana, abbiamo atleti che potrebbero legittimamente ambire a conquistarsi un posto alle Olimpiadi e Paralimpiadi, ed il loro futuro dipende dalla decisione del Governatore.

Perdonatemi, ma pur apprezzando la vostra dichiarata disponibilità a dialogare con le Associazioni (anche se fino ad ora non c’è stato alcun invito al dialogo da parte vostra…) non riesco a preferire soluzioni diverse dal ritiro del bando di gara, sperando di rientrare al Collana quanto prima per continuare l’opera iniziata e portare la mia città sul tetto del mondo…

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