NAPOLI – Dopo 18 mesi di incontri, attività sportive e seminari, si è concluso a Napoli il progetto europeo Erasmus + Sport “Rebokin – Let’s Remove Borders with Kin-Ball”, il primo progetto cofinanziato dalla Commissione Europea sullo sport del Kin-ball. Il progetto ha coinvolto 5 realtà sportive europee operanti nell’ambito dell’inclusione sociale di migranti e rifugiati e provenienti da paesi del Mediterraneo che hanno vissuto in prima linea le problematiche relative all’integrazione di queste persone nelle comunità ospitanti.

Turchia, con l’associazione capofila SPELL, Portogallo, con l’associazione che riunisce tutti i professori di educazione fisica CNAPEF, Spagna con l’ONG Red Deporte, Grecia con l’ONG Asteri e Italia con il Napoli United, buona pratica riconosciuta nel 2015 a livello nazionale dal Ministero del Lavoro e dal CONI, hanno lavorato e cooperato insieme per coinvolgere grandi e piccini in allenamenti inclusivi attraverso il gioco del Kin-Ball.

L’incontro finale a Napoli, dal 9 all’11 Giugno, è stato ospitato dal Napoli United, dopo l’organizzazione di altri 3 incontri transnazionali a Castelo Branco, in Portogallo, a Madrid, in Spagna e a Malatya, in Turchia.

La società sportiva italiana ha partecipato a tutti gli incontri di progetto e ha svolto le attività di progetto in diversi quartieri a rischio della Città Metropolitana di Napoli, come Secondigliano, Scampia, Ponticelli, Montesanto, attivando una rete locale di enti e associazioni grazie alla collaborazione dell’ADS Ares Polisportiva, il Centro di Accoglienza di Santa Maria ai Monti gestito da Gesco, la Futura Soccer Accademy, l’educativa Occhi Azzurri – Casa Arcobaleno, l’educativa e centro sportivo Spartak San Gennaro e la società di mobilità sostenibile Amicar, che ha supportato le iniziative con la logistica.

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