Italia: ultima chiamata per i mondiali USA 2026

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Sono passati ormai 20 anni dall’ultima eccellente prestazione della Nazionale maggiore di calcio, prestazione coincisa con l’ultima vittoria del titolo iridato, una sorta di marcia trionfale risolta con 6 vittorie, un pareggio e nessuna sconfitta. Da allora sfortuna e impoverimento tecnico sembrano essersi accaniti sulla Nazionale maggiore. Le edizioni 2010 e 2014 ci videro uscire al primo turno, nel 2018 e nel 2022 non ci qualificammo affatto. Come nelle due precedenti edizioni anche quest’anno ci ritroviamo nell’insidia dei playoff, un rischio reso ancor più accentuato dalla mancanza di fuoriclasse degni della tradizione calcistica italiana e dalla sparizione delle cosiddette squadre cuscinetto.

In un panorama calcistico dove forza fisica e tattica la fanno da padroni, anche squadre apparentemente povere sotto il profilo tecnico hanno comunque la possibilità di mettere in crisi squadre assai più blasonate, Un esempio su tutti è l’eliminazione ai playoff della nostra Nazionale di calcio nell’edizione invernale 2022 a opera della Macedonia al Renzo Barbera di Palermo.

Nel gruppo B del girone eliminatorio 2026, in cui era inserita anche l’Italia, è stata la Norvegia a farla da padrona vincendo tutti gli incontri e finendo il percorso a punteggio pieno. L’Italia si è classificata seconda ma questo non le è bastato per evitare la lotteria dei playoff.

Le quote calcio danno gli azzurri ampiamente favoriti nello scontro con l’Irlanda del Nord, la vittoria dell’Italia è quotata a 1.28 contro 11.50 degli avversari. In caso di vittoria la Nazionale guidata da Gattuso troverà in finale Galles o Bosnia. La partita con l’Irlanda è prevista per giovedì 26 marzo 2026 alle 20.45 a Bergamo.

La crisi della Nazionale maggiore si inserisce in un contesto di crisi del calcio italiano in generale. Basti osservare che, in Champions League, una sola squadra italiana, l’Atalanta è giunta agli ottavi e dopo la pesante sconfitta interna, 1-6, col Bayern Monaco si può affermare senza tema di essere smentiti che nessuna squadra italiana approderà ai quarti.

Questa crisi sembra dipendere da diversi fattori interconnessi.

Primariamente c’è una percepibile mancanza di fuoriclasse degni della tradizione calcistica italiana. L’impoverimento tecnico si manifesta nell’incapacità di produrre talenti di livello mondiale con la stessa frequenza del passato. Le nuove generazioni di calciatori faticano a emergere e a raggiungere l’eccellenza richiesta per competere ai massimi livelli internazionali.

Inoltre la crisi del calcio italiano è spesso legata a problemi strutturali più ampi, tra cui:

 

  • Investimenti insufficienti nei settori giovanili e nelle infrastrutture (stadi).
  • Politiche di ingaggio nei club che spesso privilegiano l’acquisto di giocatori stranieri (anche mediocri) a discapito della crescita e valorizzazione dei talenti nazionali.
  • Una potenziale eccessiva pressione e cicli di cambiamento frequenti che impediscono la costruzione di progetti tecnici a lungo termine.

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