NAPOLI (Di Anna Calì) – La Coppa del Mondo 2026 parla spagnolo. La Roja conquista il suo secondo titolo mondiale battendo l’Argentina 1-0 nella seconda parte dei tempi supplementari grazie alla rete decisiva di Ferran Torres, al termine di una finale povera di spettacolo ma che ha premiato la squadra più forte dell’intero torneo.
Non vince la squadra più fortunata, ma quella che ha espresso il calcio migliore durante tutto il Mondiale. Una nazionale costruita con idee, qualità tecnica e organizzazione tattica, guidata da un Luis de la Fuente che ancora una volta ha dimostrato di saper leggere le partite meglio di chiunque altro. I cambi si sono rivelati decisivi e proprio dalla panchina è arrivato l’uomo che ha deciso la finale.
La sensazione è stata chiara fin dai primi minuti. La Spagna ha avuto il controllo del possesso, ha imposto il proprio ritmo e ha costretto l’Argentina ad abbassarsi e ad affidarsi soprattutto all’intensità fisica. Gli uomini di Scaloni hanno faticato enormemente a costruire gioco, ricorrendo spesso ai falli per interrompere la manovra avversaria.
Il dato che fotografa perfettamente la serata dell’Albiceleste è impressionante: nei 90 minuti regolamentari non è riuscita a effettuare nemmeno un tiro, un fatto senza precedenti nella storia delle finali dei Mondiali.
Tutti aspettavano lui, Lionel Messi. Era la finale annunciata come l’ultimo ballo del fuoriclasse argentino, il possibile epilogo perfetto di una carriera irripetibile.
Invece il numero 10 è apparso lontano dai suoi standard. Ha inciso pochissimo sulla gara, trovando raramente gli spazi per inventare e restando spesso ai margini della manovra offensiva. La difesa spagnola lo ha limitato con ordine e compattezza, impedendogli di accendersi nei momenti decisivi.
La serata della pulce è diventata così il simbolo di un’Argentina che non è mai riuscita realmente a entrare in partita.
Sulla carta era la finale dei sogni. In campo, invece, è stata una partita lenta, spezzettata da numerosi falli e povera di grandi occasioni.
L’attesa era enorme, considerando che l’Argentina partiva con i favori del pronostico e che tutto sembrava apparecchiato per l’ultimo trionfo mondiale di Messi. Il campo, però, ha raccontato una storia completamente diversa.
A far discutere è stato anche ciò che è accaduto tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo.
Il ricco show organizzato attorno alla finale ha richiamato inevitabilmente il modello del Super Bowl, dividendo tifosi e addetti ai lavori. Molti hanno apprezzato l’intrattenimento, altri hanno ritenuto che abbia finito per oscurare il vero protagonista della serata: il calcio.
Sullo sfondo non è mancata neppure la politica. Negli ultimi mesi i rapporti tra l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump e il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez sono stati segnati da forti tensioni e da un duro confronto su diversi dossier internazionali.
Proprio per questo ha assunto un valore simbolico l’immagine della premiazione finale: è stato lo stesso Trump a consegnare il trofeo ai campioni del mondo spagnoli.
Un epilogo che molti hanno letto come una sorta di ironia del destino: dopo mesi di scontri diplomatici, è stata proprio la Spagna a trionfare negli Stati Uniti, costringendo il presidente americano a rendere omaggio alla nazionale iberica sul gradino più alto del podio.
Alla fine resta un verdetto difficilmente contestabile: la Spagna ha meritato il titolo per qualità del gioco, organizzazione e continuità. È una nazionale che continua a rappresentare un modello calcistico, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità tecnica.
L’Argentina esce invece con molti interrogativi. La squadra che aveva conquistato il mondo quattro anni fa non è riuscita a ripetersi e, nella serata più importante, è apparsa lontana dall’intensità e dalla personalità necessarie per difendere il titolo.
E, per quanto la finale non entrerà probabilmente tra le più spettacolari di sempre, il nome della nuova regina del calcio mondiale è quello che, nell’arco dell’intero torneo, ha convinto più di tutti.

















