xadv

Anche quest’anno si è svolto il rituale del Salone Internazionale della Moto di Milano e mentre donne peccaminose si aggiravano per i padiglioni in abiti succinti, che certe volte a chiamarli abiti si esagera pure, pare che l’argomento della rassegna fossero le moto. Visto che però il salone ve lo hanno già raccontato in tanti, noi di Napolivillage abbiamo deciso di selezionare solo 9 moto come i cerchi dell’inferno, da raccontarvi nei loro pregi e nei loro difetti, come facciamo sempre. (da Milano: Giuseppe Irrera)

 I cerchio: Il Limbo – Tra i non battezzati mettiamo, un pò tutte insieme, le piccole case motociclistiche che stanno sgomitando per emergere. Si dice che il mercato si stia spostando verso le piccole cilindrate, il pubblico ama le linee classiche ed una motina, magari con un motore cinese, costa poco da produrre. Quale sarà il futuro di case come Mash o Verve Moto, per fare due nomi che hanno in listino mezzi davvero carini ed interessanti? Anzitutto dipende dalla qualità dei prodotti, perchè voglio anche pagare poco ma la moto deve funzionare, altrimenti ragazzi, una Honda usata non sarà altrettanto affascinante ma non mi dovrò mai preoccupare. La tenuta di questo segmento di mercato è la seconda incognita. Anche se le grandi case si sono buttate sui motori sotto i 400cc, hanno il mercato globale a spingere le vendite. Se questi nuovi produttori dovessero chiudere in pochi anni, come farebbe la clientela?

II cerchio: I Lussuriosi – Anche togliendo le ragazze c’è tantissimo per arrapare il pubblico e tra moto da vendere e prototipi la lista è lunga: Dorsoduro 900, Africa Twin Enduro, Duke 1290R, ma per noi la moto più lussuriosa è la  Kawasaki Z900. Un modello tutto nuovo con un motore 954cc da 125CV semiportante e telaio a traliccio, basati sugli studi per la H2R. Così la moto pesa solo 210 Kg e forse qualcuno deve cominciare a preoccuparsi. Le sospensioni sono basiche, con mono e forcella da 41 regolabili solo nel precarico, ma ci aspettiamo presto una versione “R”. Frizione antisaltellamento ed ABS sono di serie ma ancora non si sa niente su controllo di trazione, mappe o altre diavolerie.

III cerchio: I Golosi – La moto che ci ha ingolosito di più è stata la BMW Nine-T Urban G/S (ma un nome più corto, tipo “Ugo” non lo potevano trovare?). Una evoluzione della roadster vintage Nine-T, ricarrozzata come una dakariana degli anni ’80. Fascino da vendere e rifiniture al top, con soluzioni estetiche d’i grande impatto per una moto che tanti vorrebbero nel garage. Noi di Napolivillage abbiamo provato la Nine-T e ci è molto piaciuta, ma la Urban G/S ha ruota anteriore da 19″, geometria del retrotreno e mappatura tutte sue… insomma siamo ansiosi di guidarla. Il prezzo di 14.400€ non è nemmeno proibitivo, ma si basa più sul marchio che sulla tecnologia in vendita, visto che il motore è il boxer raffredato ad aria da 110CV del 2010. Ah, poi c’è la lunga lista optional che ogni BMWista deve sempre tenere in grossa considerazione!

IV cerchio: gli avari – Per chi punta ad un buon rapporto qualità prezzo, voi avaracci, la moto giusta è sicuramente la Kawasaki Versys X 300. Con lo stesso bicilindrico mignon da 296cc e 39CV della Ninja 300 ma un telaio nuovo, promette prestazioni dignitose e consumi da portaerei nucleare. Ha una bella presenza e le gambe lunghe, con la ruota anteriore da 19″. Le finiture sono sicuramente economiche, ma sempre dignitose e solo la troppa plastica infastidisce un pò la vista. Mamma Kawasaki fornisce l’ABS, ma non si sa ancora niente di preciso sulla dotazione, ma sono previste ben due versioni speciali: adventure e urban, allestite con accessori dedicati. 
VIII cerchio: i ruffiani – triumph urban scrambler

V cerchio: gli iracondi – Scendendo negli inferi profondi troviamo la moto più incazzata del Salone della Moto: la Ducati Panigale Superleggera. Incazzata lei con un motore rabbioso, ma anche noi perchè con il cartellino a 80.000€ non basterà nemmeno un rene per dare l’acconto. Di questa moto stupiscono le prestazioni, perchè 220Cv per 156Nm spingono ad oltre 300 all’ora un massa di 146 Kg, praticamente un Beverly. Va bene, siamo assisiti da una piattaforma inerziale a 6 assi, dal Ducati Traction Control EVO, dall’ABS appositamente riprogrammato dalla Bosh, ma solo a pensarci viene la pelle d’oca. La seconda voce è la tecnologia, ma su quella siamo un passetto indietro, perchè la Superleggera è una Panigale 1299 con il magnesio al posto dell’alluminio, il carbonio al posto dell’acciaio e così via. Ok, c’è anche qualche lavorazione più raffinata e qualche lieve modifica rispetto alla moto strettamente di serie, ma una cosa è un progetto ex novo ed un’altra ottimizzare una moto già ampiamente in produzione. Arriviamo al valore della 1299SL: 80.000 € non sono solo uno schiaffo all’umanità, per quello basta vedere Belen in costume, ma sono una cifra spropositata e messa lì solo per far dire ai 500 miliardari capaci di comprarne una, di avere una Panigale Superleggera nella loro collezione. Queste 500 moto difficilmente vedranno mai la strada e questo, per noi, non è motociclismo.

VI cerchio, gli eretici – Più che eretica, la Royal Enfield Hymalaian è una moto induista, che abbandona la tradizionale linea delle Bullet per travestirsi da occidentale. L’estetica è asciutta con un fascino aspro da special postatomica, quasi come una moto di El Solitario e sarebbe bellissima come base per una enduro paramilitare, ma il motore da 410cc raffreddato ad aria da 24 Cv è un pò troppo piccolo per alimentare sogni di gloria ed a meno di un prezzo da sottocosto, difficilmente troverà grandi consensi. Per colpa della cilindrata superiore a 400, tra l’altro, la moto non rientra nemmeno nella categoria assicurativa degli scooter di media gamma. Speriamo presto nel 750 bicilindrico che la casa sta testando in Inghilterra.

{vsig}LiveWire/eicma16{/vsig}

VII cerchio, i violenti – Tanti anni fa la Dorsoduro 750 era un mito, una moto da fare paura solo a guardarla. Lasciata a se stessa dalla casa è invecchiata molto rispetto alla concorrenza ed oggi cerca di riprendersi la corona con un nuovo motore 900 da 95Cv e 90Nm, derivato dal vecchio settemezzo. Aprilia è leader nell’elettronica di bordo e la fun bike veneta fu la prima moto al mondo con Ride-by-wire. La dotazione attuale include mappe, riding mode e traction control, che agiscono con software ed attuatori derivati dalla SBK.

VIII cerchio, i ruffiani – Non abbiamo nessun dubbio, la moto più ruffiana dell’EICMA è la Benelli Leoncino. Il design della piccola italiana è sicuramente retrò, ma con un senso di ruvida concretezza che manca a molte bomboniere a due ruote della concorrenza. Equilibrismi di design che solo gli italiani sanno fare. Tecnicamente siamo davanti ad un bicilindrico parallelo 500 da 47Cv e 45 Nm, forse non bellissimo ma dall’aria robusta. Ci hanno detto che la Leoncino darà prodotta in Italia (la Benelli è di proprietà cinese) ed il successo delle piccole 302 e 250 dimostra che a Pesaro sanno ancora come si fanno le moto. Come dotazione siamo senza dubbio davanti ad una entry level di classe, con mono regolabile in precarico ed estensione e dischi Braking da 320 con pinze radiali Brembo. Il prezzo non è ufficiale, ma allo stand si respirava un’aria di grande orgoglio e speriamo che a casa Benelli abbiano intenzione di venirci incontro.

IX cerchio, i traditori – Il mezzo traditore dell’EICMA 2016 è anche quello che secondo noi sarà il più importante storicamente: lo scooter X-ADV. Se sulle moto si è già tentato tutto, fino ad oggi gli scooter erano molto simili tra di loro, tranne che per le prestazioni e forse la dotazione. Il 750 automatico della Honda rinnega tutti i suoi progenitori dalla Lambretta ad oggi e diventa un mezzo specializzato, certo non specialistico, con caratteristiche tecniche ed estetiche del tutto personali, estranee alla massa degli scooter fermi al semaforo. Ruote a raggi 17″ e 15″, sella alta, impianto frenante con ABS disinseribile al posteriore per l’off road, motore da 55CV e cambio dual clutch. A completare la dotazione ci sarebbe stato bene il mono regolabile dietro ed un software dedicato al fuoristrada per il cambio, magari implementato da mappe e controllo di trazione, come sta cominciando a fare la concorrenza, ma siamo ancora alla prima versione, un poco di pazienza.

In conclusione – La coincidenza con il salone di Colonia, che si fa solo negli anni pari, ha impoverito EICMA 2016, ma il vero fantasma che aleggia sul mercato si chiama usato. Se le cilindrate continuano a salire ed i prezzi pure, cosa comprare per stare su due ruote tutti i giorni? Le case costruttrici oggi puntano solo ai soldi del motociclista fighetto, quello che si fa ipnotizzare dal marketing o dalle foto sui giornali e sembrano aver dimenticato chi usa la moto per macinare Km. Questa enorme massa di persone oggi è orfana di un mezzo affidabile, pratico, divertente ed economico. Una volta c’erano, si chiamavano Hornet, XT, GSX-R 750, Monster 620 e certo oggi non le possiamo sostiture con un 250.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments