gomme

Maggio è il mese delle rose, ma non per i motociclisti. Per noi è il mese delle gomme, perchè proprio adesso è il momento di ferrare il cavallo per prepararlo alla guerra. Lo sapete, tra amici non si parla d’altro ed i forum online si imbottiscono di topic sul cambio gomme, ma amici di Napolivillage lasciatevelo dire: quante fesserie che leggiamo in giro. Per mettere un punto a queste conversazioni inutili, per chiarire un pò di dubbi e di leggende metropolitane ed infine per arricchire la nostra cultura (perchè anche noi ne abbiamo bisogno), abbiamo disturbato un esperto vero, uno che le gomme le conosce davvero, il superconsulente definitivo che tutti vorremmo avere.

Ruggero Lombardi è uno che lavora dietro le quinte, ma si tratta di uno dei massimi esperti in pneumatici per le due ruote di tutta Italia: e’ l’anima motociclsitica di Pneutec, non solo il più grande distributore del settore Italia, ma uno dei pochissimi a livello nazionale che ha una gestione separata per la divisione moto, fin da quando 25 anni, fa Ruggero ha avuto questa intuizione. Da allora lui si occupa solo di questo e parlando con i clienti, con i gommisti e con le case produttrici sente il polso di un intero mondo, perennemente sospeso tra realtà, scemenze virali e marketing delle case produttrici. Persona seria e riservata non concede spesso interviste ma fidatevi, la nostra mezz’ora con lui, rubata tra una riunione e l’altra, è stata come parlare di calcio con Mourino. di cinema con Scorsese.

NapoliVillage – Buongiorno Ruggero, la tua è una vita spesa tra gli pneumatici?
Ruggero Lombardi  – Quasi, sono sposato ed ho due bambini, ma da 25 a questa parte lavoro nella società di famiglia, la Pneutec, per la quale curo la parte motociclistica. In realtà sono un vecchio biker che per i classici impegni familiari ha dovuto abbandonare le alte prestazioni, ma tanti anni fa la passione mi portò ad occuparmi degli pneumatici moto ed ancora oggi sono il mio mondo.
NV – Però sali ancora in moto?
RL – Certo, quando ci sono gli eventi test delle case produttrici di pneumatici guido spesso e volentieri moto di nuova generazione, partecipando a corsi con istruttori prestigiosi e ti dico che sfogarsi in pista è meglio, sia perchè la strada ormai è diventata pericolosissima, sia per i limiti di velocità.
NV – Cos’è Pneutec, per chi non vi conosce?
RL – Pneutec viene fondata 26 anni fa da mio padre, Giovanni Lombardi, dopo una significativa esperienza in Michelin. Oggi distribuisce pneumatici dei principali marchi in tutta Italia. All’epoca le moto in circolazione non erano molte e stavano nascendo i primissimi scooter, io per esempio ricordo il Peugeot Metropolis di mio cugino. Avevo 18 – 19 anni entrai in società, ma essendo motociclista mi dedicai subito alle gomme moto. Anche spinto dalla passione mi piaceva promuovere ed organizzare eventi in pista…

NV – Lo sviluppo delle gomme per auto va verso un minor consumo di benzina ed una maggiore durata, tu che sei dietro le quinte sai qual’è la tendenza nel settore moto?
RL – Il motociclista di oggi è sempre più esigente ed i costruttori stanno cercando il compromesso tra una mescola migliore per avere maggiore performance, una carcassa meno rigida per migliorare l’handling e soluzioni per aumentare anche la durata nel tempo.
NV – Quindi lo pneumatico del futuro è più versatile e meno specialistico?
RL – Certo la gomma ideale quella performante in pista, aderente sul bagnato e durevole fino all’infinito, ma a parte il fatto che forse sarebbe controproducente per i produttori (e sorride) oggi si cerca di dare un’identità forte al prodotto giocando tra le varie esigenza di utilizzo, quindi ecco una gomma che ha maggiori prestazioni in pista e minori sotto la pioggia, eccone un’altra che va bene sul bagnato ma poi in pista non rende. Per ultimo, Peppe, non dimentichiamo l’estetica che ormai è un argomento importante, anche se la ricerca in questo senso deve sempre tenere presente la necessità tecnica.
NV – Mi viene in mente il Pirelli Angel, che ha una soluzione estetica molto particolare
RL – Pirelli è maestra nel marketing e nell’andare incontro alle richieste del mercato, ma tutte le case interpretano la questione, ognuna a modo suo.

NV – Il profilo delle gomme è un argomento molto dibattuto online, cosa c’è di vero?
RL – E’ vero che alcune case utilizzano profili più appuntiti ed altre più arrotondati, ma succede per le gomme specialistiche, sui prodotti da strada non c’è più tanta differenza e i profili sono tutti più o meno tondi.
NV – Internet in realtà è pieno di discusioni sugli pneumatici moto, un settore nel quale ognuno si sente in grado di dire la sua su marchi, modelli, tecnologie. Ruggero, esiste o no questa mitica gomma ideale?
RL – Peppe, senti, secondo il mio punto di vista, ma semplicemente seguendo un criterio di obiettività, non esiste la gomma migliore in maniera assoluta. Tutto dipende dal feeling, perchè ogni casa tende ad ottimizzare una performance rispetto ad un’altra e quindi dobbiamo vedere le nostre aspettative rispetto all’utilizzo che facciamo della moto.
NV – MI stai dicendo che ognuno di noi ha una sua gomma ideale, ma come facciamo a sapere qual’è?
RL – Ovviamente la cosa migliore sarebbe poter testare gli pneumatici, ma purtroppo le gomme non si possono provare e quindi non resta che uscire dal virtuale e fidarsi di un gommista specializzato, una persona competente che non pensi solo al prodotto da vendere, ma a soddisfare le richieste del cliente.
NV – Esiste un esperto del genere?
RL – Guarda, è semplice: se si va per chiedere un consiglio ed il tecnico non ti gira la domanda “che ne devi fare?” non si tratta di una persona conscenziosa, ma solo diun venditore. Se qualcuno chiede un consiglio a me, anzitutto voglio sempre sapere che utilizzo ne deve fare e cosa si aspetta, poi devo sapere che moto e che stile di guida ha. A quel punto se mi parla di un viaggio in Scandinavia dico un tipo di gomma, se va la Domenica a smanettare in Costiera Amalfitana ne dico un’altro, ma attenzione: “tipo” non marca, perchè per ogni misura di pneumatici un produttore ha almeno sei o sette disegni in catalogo, con caratteristiche differenti, quindi consigliare un marchio non serve, bisogna parlare di categoria.

NV – Parliamo di cambio gomme. Capita di voler sostuire solo una gomma e sappiamo che è sbagliato, ma perchè?
RL – Parliamo di risparmio o di condizione migliore? Se è la sicurezza che ci interessa dobbiamo sempre cambiare tutte e due, perchè anche se il battistrada del posteriore è più consumato, l’anteriore ha gli stessi km e la mescola ha fatto il suo lavoro e non ha più le stesse caratteristiche. Capita di cambiare solo il posteriore, ma Peppe, tu lo sai che è l’anteriore che ti tiene in piedi.
NV – Quindi il consumo del battistrada posteriore indica solo che è arrivato il momento del pit stop ma, anche se l’anteriore ha ancora i tasselli, l’invecchiamento delle due ruote è stato lo stesso e noi dovremo cambiate tutti e due gli pneumatici. Del resto i motociclisti sanno che non sono i tasselli a fare l’aderenza, ma la qualità della mescola.
RL – Esatto, ma poi diciamo la verità, cambiando una sola gomma quanto è il risparmio? Poche decine di euro, ma se poi cadi che danno fai alla moto?
NV – Quanto dura una gomma?
RL – Anche questo è un discorso molto variabile, in pista può durare anche solo due giri tiratissimi. Su strada diciamo 5 – 6000 Km, anche qui dipende molto dallo stile di guida e dall’utilizzo.

NV – Sappiamo tutti che la durata chilometrica è molto variabile, ma come età quanto dura una gomma prima che si debba cambiare per vecchiaia?
RL – Ora affrontiamo un argomento che conoscono in pochi: come fattore di degrado degli pneumatici io parlo solo di Km e mai di tempo, perchè un tempo massimo non esiste. Se tu in un mese fai 200 km e poi la fermi per un anno e mezzo, le gomme cominciano ad avere qualche problema. Se invece le usi in maniera regolare, la gomma ti dura anche molto di più.
NV – Questo è interessante! Dobbiamo immaginare la gomma come un componente vivo, che mantiene le sue caratteristiche finchè viene usato regolarmente.
RL – E’ importante anche sapere dove si trova, perchè gli sbalzi di temperatura alterano le performance del pneumatico. Al sud siamo un pò più avvantaggiati, ma d’Inverno al nord le gomme vanno sotto zero ed in una giornata di utilizzo normale subiscono shock termici importanti. Qui da noi questo non succede.
NV – Quanto incide il DOT nell’invecchiamento del pneumatico?
RL – Questo è un argomento importante! La sigla DOT significa “Department Of Transportation”. E’ stampigliata praticamente su ogni pneumatico al mondo ed identifica una serie di lettere e numeri, di cui le ultime quattro cifre sono l’anno e la settimana di produzione. Purtroppo la disinformazione ha generato il luogo comune che una copertura con DOT meno recente abbia ad una performance inferiore rispetto ad una più recente ma, Peppe, non è così: una gomma regolarmente immagazzinata il mese scorso ed una uguale di due anni fa vanno allo stesso modo, perchè all’interno del materiale ci sono delle mescole che si mixano la prima volta che arriva alla temperatura di esercizio! Non tutti lo sanno ed era giusto spiegarlo bene, ma ogni pneumatico cominicia ad invecchiare solo dal giorno in cui si utilizza la prima volta, esattamente come quegli alimenti che calcolano la scadenza dal giorno in cui si apre la confezione.

NV – Le case ci bombardano con innovazioni tecnologiche costanti, l’utente normale può sentirne il bisogno nell’uso di tutti i giorni?
RL – Anzitutto la tecnologia ha raggiunto un livello tale che un umano, uno come me e te, difficilmente può arrivare al limite tecnico. L’ABS per esempo ha fatto passi avanti da gigante ed accoppiato a gomme da pioggia può fare cose eccezionali. Io non avrei mai pensato di poter frenare pinzando al massimo sul bagnato, ma in un test la settimana scorsa in Austria ho staccato uno spazio di frenata di 36m a 106 Km/h. Alcune cose invece nascono da fatti di marketing. Il bimescola per esempio è importante e viene dalle gare, ma ci sono tecnologie specializzate (come il sistema Interact) che ti permetterebbero di non avere la doppia mescola, ma il produttore la vende meglio. Una cosa importante ma sottovalutata sono le lettere di primo equipaggiamento.
NV – Sono quelle lettere aggiunte alla sigla di alcuni pneumatici, che indicano una gomma leggermente modificata per un modello o un marchio. Giusto?
RL – Si, scorrendo i listini troviamo affianco alla gomma “normale” qualcuna segnata con una H, una N… poi sotto troviamo che si tratta di gomme di primo equipaggiamento per una BMW, una Honda e così via. Ecco, rispetto al modello “normale” quelli sono prodotti più sviluppati, per passare i severissimi collaudi delle case. Anche se non guidiamo la moto per cui sono stati progettati, li consiglierei.
NV – Vabbè Ruggiero, ma allora che gomme devo mettere sotto la moto questa estate?
RL – Eh, Peppe, dipende: che moto è, uso ne fai?…

Napolivillage Motori ringrazia Ruggero Lombardi per la gentilezza ed il tempo che ci ha dedicato, ma soprattutto per la capacità di averci spiegato argomenti così importanti con grande chiarezza. Ringraziamo Pneutec per l’attenzione che da 26 anni ha per il mondo delle due ruote, continuate così!

 

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