Come tutti sapete, perchè ormai lo sanno tutti, in Gran Bretagna si è fatto un referendum sulla Comunità Europea, i cosidetti euroscettici hanno vinto e quindi, giusto o sbagliato che sia, il Regno Unito di Inghilterra, Galles, Scozia ed Irlanda del Nord entro due anni non farà più parte dell’Europa Unita. Mentre i politici si parlano addosso inutilmente e gli economisti fanno previsioni che non azzeccheranno, noi diamo un’occhiata veloce alla situazione industriale ed in particolare quella motociclistica che, vi stupirete, è addirittura più ingarbugliata del previsto, ma sia per noi che per gli inglesi. Ok, forse qualcuno ci guadagnerà, ma che ve lo dico a fare: è sempre così… (da Napoli: Giuseppe Irrera)

Non solo Triumph – L’inghilterra ha una storia motociclistica veramente epica, scritta da nomi giganteschi come Brought Superior, Matchless, BSA, Norton, Enfield, Triumph. Ok, a molti di voi non dicono nulla, ma prima dell’arrivo dell’industria jap il motociclismo parlava inglese (ed un pò italiano) e le legendarie Cafè Racer erano il più puro prodotto della tradizione motociclistica britannica. Di tanti marchi, noi motociclisti di oggi, conosciamo Triumph e Norton, ma il sottobosco motociclistico è ancora molto folto, sopratutto di costruttori specializzati in piccole cilindrate. A parte l’antico marchio AJS, in inghilterra ci sono le belle Megelli, poi Lexmoto, Pulse Motorcycles, Zontes ed una serie di officine specializzate in pezzi unici o in repliche. I famosi Garage che portano avanti la tradizione british, armati di martello e saldatore.

Hanno fatto una minchiata –  Noi non conosciamo i motivi interni che hano portato gli inglesi ad esprimersi per il divorzio dall’Europa, quindi politicamente non ci pronunciamo, ma a parte la birra, il Whisky e forse il the, l’Inghilterra non produce un bel niente. E’ una nazione che compra, lavora e rivende, quindi rimettere in piedi le dogane e le tasse di import-export è un suicidio commerciale pauroso. Il biker europeo non dovrà pagare solo la tassa di importazione sulla sua Speed Triple, ma su quella moto la casa motociclistica si sarà accollata le tasse di importazione per l’acciaio dei telai, l’alluminio per i motori, freni Brembo, gomme Michelin, ammortizzatori Ohlins, elettronica Bosch e Magneti Marelli… signori, qui si parla di una montagna di soldi da dare al doganiere, se no la moto te la fai con i cocci delle bottiglie di Johnny Walker. Il biker inglese se la vedrà pure peggio, perchè oltre al sovreprezzo del prodotto interno, vedrà BMW, Ducati, Piaggio e tutti gli altri arrivare nelle concessionarie con la sovrattassa di importazione. Did you like the bicicle?

E quindi? – Ora siamo nel campo della fantapolitica, quasi negli X-Files, ma siate sicuri che l’industria britannica farà di tutto per restare concorrenziale. Sinceramente crediamo che, oggi come oggi, neanche gli uffici commerciali sappiano che pesci pigliare, ma per non far pesare le nuove tasse è facile che qualcuno dovrà ridurre il suo margine di guadagno, poi di sicuro si dovranno limare crudelmente i costi di produzione e la strada più facile per farlo sarà una maggior efficienza produttiva ed un contibuto maggiore degli impianti di produzione all’estero. Ovviamente speriamo che non si debba arrivare a tagli sulla componentistica top e che i fornitori asiatici non prendano il sopravvento. Un’alternativa potrà essere quella di abbandonare la produzione di fascia economica, concentrandosi sui prodotti premium, rivolti ad un pubblico meno attento all’aumento di prezzo. Infine le case di proprietà straniera (Norton è di Mahindra, Royal Enfiel stava aprendo una sede nelle Midlands) potrebbero addirittura abbandonare il suolo inglese, non più conveniente, seguendo la linea delle multinazionali, dettata da Bill Gates di Microsoft.
La Gran Bretagna in realtà potrebbe contrattare un’uscita “morbida” dalla UE, con trattati commerciali che smorzino gli effetti del Brexit, ma al momento Bruxelles è sulla linea dura e Berlino avrà tutti gli interessi a penalizzare la produzione inglese. Facile capire il perchè.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments