In un mondo sempre più vintage siamo saliti in sella ad una vera regina della categoria, la Commando 961 MKII, una moto artigianale, con un prezzo esclusivo e fascino da vendere, ma sopratutto con un’anima che ti parla attraverso i suoi rumori, le sue vibrazioni, le raffinate scelte estetiche, raccontandoti un modo di essere motociclista che forse non è più dei nostri giorni. Porcamiseria ragazzi, che ci siamo persi…

 La parte dell’occhio – La gente che sgrana gli occhi potrebbe bastare ed andiamo al prossimo argomento, ma me lo voglio prendere lo sfizio di parlarvi di questo pezzo unico, costruito a mano in un castello del 1700in mezzo alla pista di Donington Hall: la moto ha linee classiche, morbide e sinuose, solo lievemente reinterpretate ma senza perdere di vista il risultato finale. Vediamo lavorazioni raffinate e richiami alla storia della casa, come il carter motore con il logo Norton. Volendo cercare il dettaglio, forse il parafango anteriore in carbonio tradisce un poco la tradizione, ma poi il fanalino posteriore annegato nella coda, la piastra di sterzo lucida con la scritta Norton e la linea tonda del serbatoio sono soluzioni di un’eleganza infinita. Rispetto alla prima versione, questa MKII cambia solo per alcune scelte cromatiche, come il faro nero invece che lucido, che ci piace senz’altro di più.

In sella – Seduti sulla moto capiamo subito di essere sbarcati su un pianeta differente. Le pedane sono vicine ma la posizione di guida è allungata in avanti, alla faccia delle motine moderne con il manubrio nello stomaco. Per essere tutt’uno con la moto ci dovremo piegare, ma il serbatoio accoglie bene le ginocchia grazie ad una linea strettissima, ripresa da un modello degli anni ’60. La Commando Sport è il modello base della gamma, ma è sicuramente la più comoda grazie al manubrio alto e largo che migliora la manegevolezza e non carica troppo il peso sui polsi. 

In moto – Spostando la moto da ferma sembra di maneggiare un 125. Il merito è del motore bassissimo, grazie ai tubolari del telaio che sostituiscono la coppa dell’olio. Una vecchia raffinatezza inglese. Mettiamo in moto ed ecco la frizione davvero leggera ed il cambio preciso, in questo meglio essere moderni. Le marce sono ben scalate ed i due cilindri inglesi non vedono l’ora di salire di giri, figuratevi noi… la schiena è tanta e guidaresfruttando la coppia motrice è una libidine. In curva il telaio è preciso e “facile”, diverso dalle quote critiche delle naked moderne che sembrano tanti cavalli imbizzarriti. Qui si deve guidare decisi e rotondi, con le spalle che aiutano a piegare e la mente che disegna traiettorie al compasso. Se vi piace la guida frizzante, signori, oggi si beve champagne.

Su e giù – Le sospensioni sembrano miracolate, con un anteriore morbido ed un posteriore tagliente a tutte le velocità, anche quelle che non possiamo raccontare. Certo si tratta di roba svedese pluriregolabile di prim’ordine, ma un equilibrio così è davvero raro in una moto di serie (anche se definire la Commando “moto di serie” è una mezza bestemmia). Il limite è sull’asfalto post bellico della periferia, dove la forcella arriva facilmente a fondo corsa ed il posteriore si irrigidisce indispettito, ma non è questo il terreno di caccia della moto e ci scusiamo per averla portata in certi postacci. 

Il motore – Il bicilindrico assemblato a mano sale sempre fluido, con una bella coppia che parte bassa e si apre tra i 5000 ed i 6000 giri. Nessun effetto on-off o improvvise crisi di nervi per la nostra Commando MKII, che oltre ad essere più fluida della ignorante prima serie, ha anche pochissimi km all’attivo. Il concessionario, che ci aspetta angosciato, si è tanto raccomandato di non maltrattare la regina, ok, ma ci possiamo prenotare per un altro giretto fra un paio di tagliandi? Anche i freni sono in linea con la filosofia del motore, concreti e solidi ma sempre ben educati. L’ABS c’è, ci deve essere per forza, ma noi non l’abbiamo mai sentito entrare. Complimenti.

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In conclusione – Ragazzi, se voglio la botte piena, la moglie ubriaca e il vino per terra, devo comprare una Norton Commando 961 Sport MKII: Facile in città, con grande manegevolezza e sospensioni a punto; divertente su strada aperta con un motore grintoso e quei vizietti da moto inglese che fanno arrapare il vero biker; figa come una principessa delle favole, magra, bellissima e con il sangue blu. Questa moto però va capita nella sua filosofia: se tutto il mercato vintage attuale propone moto moderne ridisegnate come classiche, la Commando è quasi una ristampa delle moto di una volta. Certo adatta ad essere sfoggiata al bar da motocilisti depilati, ma anche sanguigna da guidare, con la generosa voglia di dare emozioni nuove, anzi antiche, ad ogni accellerata e ad ogni ingresso in curva. Per una volta giustifichiamo persino il prezzo, perchè i 21.700€ (+ messa su strada) della Sport biposto sono poco sopra il livello di tanta robaccia costruita in catena di montaggio, con parti che arrivano dalla Cina.
E quando ce vò, ce vò!

 Ringraziamo la concessionaria Dotoli M2 di Napoli, unica concessionaria ufficiale Norton Motorcycles a sud del Po

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