Progetto SeaReN, giovani non vedenti diventano sub

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NAPOLI – Il Circolo Savoia ha ospitato il gala di beneficenza a favore di “SeaReN, con gli occhi di Parthenope”. L’iniziativa, applicazione alla linea guida sociale del progetto SeaReN, è stata organizzata dall’associazione Vivere per Amare – Live to Love presieduta dal dott. Carlo Molino, e si pone lo scopo di dare la possibilità a ragazzi con disabilità visiva e motoria di fare immersioni subacquee al largo di Castel dell’Ovo, avvicinandoli al mare in uno dei luoghi più belli del mondo. I giovani che si cimenteranno le attività subacquee sono dell’Istituto Paolo Colosimo di Napoli per ciechi e ipovedenti.

Per la parte addestrativa, prezioso il contributo della Marina Militare e dell’associazione HSA che si occupa di disabilità. L’ospedale Cardarelli seguirà la parte medica dell’iniziativa. In prima linea anche la startup innovativa Senseful.

“Abbiamo creato una rete importante, grazie al contributo di tutti questo sogno sta assumendo forma. Vogliamo portare i ragazzi al contatto con le meraviglie del mare e della storia di Napoli”, spiega Mariano Barbi, Team Leader del progetto SeaReN. Alla serata erano presenti 150 ospiti, tra i quali la principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, il Comandante Esposito e il capo nucleo SDAI Bazzali per la Marina Militare, il consigliere regionale Maria Muscarà, il consigliere comunale Maria Caniglia e l’assessore comunale Alessandra Clemente: “Progetto innovativo – ha detto Clemente – che coniuga in modo eccezionale l’opportunità di vivere il mare e il grande patrimonio artistico e culturale della nostra città, capitale del mare, dei diritti e della solidarietà”.

Testimonial della serata è stato Daniele Cassioli, considerato il più grande atleta di tutti i tempi nella disciplina dello sci nautico paralimpico. Romano, classe 1986, non vedente sin dalla nascita, Cassioli ha conquistato in carriera 22 titoli mondiali, 25 titoli europei e 35 titoli italiani. “Sono qui perché ho creduto sin dal primo momento a questo progetto. Con la mia associazione faccio attività di avviamento alla motricità di bambini non vedenti, facendo in modo che lo sport sia a portata anche di chi non può vedere”.

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