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Quanto guadagnano i calciatori professionisti in Italia

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Attorno al mestiere del calciatore professionista aleggiano spesso miti e leggende, una delle più tenaci riguarda i guadagni stellari. Ma siamo veramente sicuri che quello del calciatore professionista sia un investimento di carriera sicuro?

In Italia ci sono quasi 2500 calciatori professionisti: Transfermarkt riporta per la Serie A 2025/2026 un totale di 572 giocatori iscritti nelle rose e una cifra molto simile per la Serie B, in cui militerebbero 592 calciatori. Per la Serie C (ex Lega Pro), invece, possiamo trarre una stima approssimativa, considerando che nei tre gironi sono iscritte complessivamente 60 squadre, ognuna delle quali può inserire in lista un massimo di 23 giocatori, e stabiliamo dunque una cifra che si aggira intorno ai 1300 professionisti.  Il totale in questo modo sarebbe di circa 2450 professionisti.

Gli stipendi sia all’interno della stessa categoria, che tra categorie differenti, sono soggetti a forti variazioni. Per portare un esempio, in Serie B quest’anno il Monza ha un monte ingaggi di 33,4 Milioni, circa cinque volte superiore a quello del Pescara neopromosso (fonte Calcio e Finanza).

In Serie A, invece, se guardiamo al singolo giocatore, lo stipendio più alto è percepito da Dusan Vlahovic, con i suoi 22,2 milioni lordi annui, mentre il contratto più modesto riguarda Helgason, centrocampista del Lecce, con soli 60’000 Euro lordi annui.

Con questi dati è evidente che la stima della media non rispecchia con precisione il quadro reale, a causa della grande deviazione tra il valore medio e gli stessi valori su cui tale media è stata ricavata.

Sono infatti meno di 200 (un quarto circa del totale) i calciatori professionisti militanti nella massima serie che superano il milione netto annuo di retribuzione, mentre in Serie B stipendi che superano questa soglia costituiscono una vera e propria rarità e spesso riguardano top player internazionali che decidono di terminare la carriera nella serie cadetta; esemplare è il caso di Buffon, che al Parma, nel periodo 2021-2023, percepiva la bellezza di 1.5 milioni, una cifra assolutamente fuori mercato per la Serie B italiana.

Il range in cui si distribuiscono gli stipendi dei calciatori in Serie B è probabilmente persino più ampio di quello della Serie A. Si passa infatti dai minimi retributivi di 18,636 Euro netti per i giocatori dai 20 ai 23 anni, a stipendi che si avvicinano a quelli percepiti nelle squadre di A coi monti ingaggi più bassi.

La grande variabilità delle retribuzioni in B si spiega, più che correlandola con le fasce di età, col fatto che nel campionato cadetto convivono sia nuove promesse, spesso in prestito da top club, sia giocatori che hanno raggiunto la piena maturità calcistica attestandosi sul livello tecnico e atletico di questa serie, ma in cui non mancano, come abbiamo visto, calciatori che dopo una lunga carriera in Serie A, scelgono di continuare a giocare in serie minori, in cui ancora riescono a compensare il calo atletico attraverso la qualità tecnica e l’esperienza.

Si tratta, per quanto riguarda questo ultimo caso, di un meccanismo che sempre più spesso si ripropone anche in Serie A, destinazione di arrivo di campioni di caratura europea, provenienti dai maggiori top club, che trovano nella massima Serie italiana un campionato in cui poter ancora mettere a frutto le proprie enormi capacità tecniche.

È il caso, ad esempio, di Modric, vero e proprio faro del centrocampo del Milan, che con i rossoneri in questa prima fase di campionato sta regalando prestazioni di altissimo livello, decisive per il rendimento e l’attuale posizione in classifica del Diavolo.

Stesso discorso vale per De Bruyne: l’ex City, fiore all’occhiello del centrocampo messo a punto da Guardiola nel recente passato, è sbarcato in questa stagione a Napoli, per dare qualità ed esperienza alla squadra di Conte, soprattutto in vista degli impegni europei. Purtroppo dopo le prime uscite ha rimediato un brutto infortunio, che lo terrà a lungo lontano dai campi.

La situazione del Napoli

I campioni d’Italia in carica possono costituire un ottimo esempio per rappresentare la situazione retributiva dei top club italiani. Al momento gli azzurri, secondi in classifica in campionato e freschi vincitori della Supercoppa Italiana, sono tra i candidati certi alla volata scudetto, che al momento attuale sembra essere una questione a tre.

Per poter competere su più fronti, come abbiamo anticipato, in estate la Società partenopea si è mossa per offrire a Conte una rosa più profonda e competitiva: sono stati molti gli innesti, alcuni di altissima qualità, come De Bruyne appunto, ma anche giovani come Lang, Højlund, che sostituisce il lungodegente Lukaku, e Lucca. Alla massiccia campagna estiva ha fatto ovviamente seguito un cospicuo aumento del monte ingaggi, che al momento si attesterebbe attorno ai 120 milioni.

Il più pagato è Romelu Lukaku, che percepisce 6 mln netti a stagione, seguito dagli ex United e City Rasmus Højlund e Kevin De Bruyne, che mettono in tasca rispettivamente 5 e 5,5 mln. Seguono alcuni dei protagonisti del quarto scudetto: Lobotka (3,5 mln), Politano (3,2 mln), McTominay (3,0 mln), Neres, Di Lorenzo (3,0 mln) e Buongiorno (2,5).

Quello del Napoli è il terzo monte ingaggi in Italia, preceduto da Juventus e Inter, che spendono rispettivamente circa 15 e 25 milioni in più ogni anno per gli stipendi dei propri tesserati. Un grande investimento (8 mln annui), tuttavia, ha riguardato proprio il condottiero partenopeo, Antonio Conte, l’allenatore più pagato in Italia in questo momento, e il cui stipendio non rientra nella voce monte ingaggi.

 

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