NAPOLI – Insultato per il colore della pelle da un avversario durante una partita di calcio, ha reagito ed è stato espulso.

E’ accaduto nel campionato di calcio di Promozione, a Montesarchio (Benevento), durante il match tra i locali e le Aquile Rosanero Caserta.

Il 22enne Ndiogou Ndiaye, a cinque minuti dal fischio finale, ha spintonato platealmente l’avversario che poco prima lo aveva insultato, l’arbitro lo ha visto e lo ha espulso; poco dopo ha però cacciato dal campo anche due giocatori sanniti, forse dopo aver appreso dell’offesa a sfondo razzista.

“Sono molto dispiaciuto – ha detto il presidente del club casertano Federico Di Pippo – non è la prima volta che Ndiaye subisce queste offese”.

“Il weekend della vergogna si è consumato sui campi sportivi della Campania.

Dopo l’episodio dell’espulsione di Ndiaye, allontanato dall’arbitro dopo aver reagito a degli insulti razzisti durante il match di calcio Montesarchio-Aquile Rosanero Caserta, arriva la notizia della partita di basket del Torneo San Gennaro tra New Basket Giugliano e Basket Casapulla dopo che un cestita giuglianese, Raul Lazaro Diaz, è stato apostrofato con un ‘nero di m…” da un avversario.

Non possiamo che condividere la decisione dell’allenatore di ritirare la squadra dinanzi alle offese ad un suo giocatore.

Il razzismo non ha nulla a che vedere con i valori dello sport. Purtroppo si tratta di una piaga trasversale che non riguarda solo i tifosi.

Troviamo molto grave che siano gli stessi atleti a sdoganare epiteti del genere.

Ci aspettiamo dure squalifiche dalle federazione, anche nelle serie inferiori.

A nessuno deve essere concesso di offendere il prossimo per motivi razziali”.

Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore de “La Radiazza” su Radio Marte Gianni Simioli.

Anche il difensore del Napoli, Kalidou Koulibaly interviene sul tema del razzismo dopo i cori al difensore della Fiorentina Dalbert ieri.

Il senegalese – in passato anche lui oggetto dei ‘buu’ – ha postato un messaggio sui suoi profili social: “Lo abbiamo capito da bambini a Saint-Diè – scrive Koulibaly – e voglio che anche mio figlio lo capisca.

Spero che un giorno lo capiranno anche quelli che mi fanno ‘buu’. Sì, forse siamo diversi. Ma siamo tutti fratelli”.

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