NAPOLI – A circa un anno dall’emergenza sanitaria nazionale si può tracciare un primo bilancio su come la pandemia abbia inciso negativamente sul mondo dello sport e sulle sue componenti.

Se n’è parlato in un interessante dibattito organizzato dal format televisivo Mattina 9, condotto dalla giornalista Mariù Adamo, nel quale sono intervenuti i grandi campioni dello sport: l’ex pallanuotista ed oggi presidente dell’Acquachiara Franco Porzio, il CT della nazionale italiana di scherma Sandro Cuomo, il presidente della Star Judo Club Gianni Maddaloni, il presidente del Circolo Savoia Fabrizio Cattaneo, il presidente del Napoli Calcio femminile Lello Carlino, l’ex medico sociale del Calcio Napoli dott. Alfonso De Nicola, l’ex preparatore atletico delle nazionali di pallanuoto e pugilato Dino Sangiorgio ed il giornalista di La Repubblica Marco Caiazzo.

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“In diversi ambiti l’Italia si è agganciata al treno Europa ma il vagone Sport resta staccato dal convoglio – ha esordito l’oro olimpico a Barcellona ’92 Porzio -. Ormai è un anno che lo sport vive questa situazione disastrosa. La priorità resta la salute delle persone ma ad un anno dall’inizio di questo incubo non si intravede ancora la luce fuori dal tunnel: siamo fermi al palo. Tutti siamo d’accordo che in un momento di grande difficoltà serva un tavolo di concertazione tra Governo, Sport e Salute, CONI, CIP, federazioni nazionali ed enti di promozione per riavviare l’intero movimento. Il punto di partenza dovrà essere investire nelle strutture e nell’impiantistica dando così nuova linfa ad associazioni e società sportive, operatori sportivi, dipendenti e, quindi, alle attività. Mi chiedo, ad esempio, perchè non estendere l’ecobonus 110% anche alle strutture?”.

“D’accordo con Franco sul discorso dell’Ecobonus – aggiunge Cuomo -. Gli impianti rappresentano il substrato in cui lavorare e vanno tutelati. Percepiamo una continua mancanza di attenzione da parte delle istituzioni. Si parla sempre di mancanza di fondi o risorse quando invece vi sono una serie di complicazioni che bloccano le società nel tentativo di migliorare o ristrutturare i propri impianti. Basterebbe ampliare le condizioni per accedere ai finanziamenti attraverso politiche intelligenti”.

“Dobbiamo farci sentire – tuona Maddaloni -. Lo sport aiuta il mondo; qui non si parla di medaglie, di sport di alto livello…qui si parla di mancanza di bambini che praticano attività sportiva per restare a casa o, al peggio, per strada. Siamo delusi perchè il Governo non ci da attenzione. Dobbiamo scendere in piazza. Lo sport svolge una funzione terapeutica nella nostra società”.

“Parlare di sport, oggi come oggi, è difficile – conclude Carlino -. Ci aspettiamo una ripartenza ma sempre in sicurezza. Sarei curioso di sapere in che modo il Recovery Plan supporterà il mondo dello sport. Ad oggi con il Napoli Femminile siamo allo Stadio Caduti di Brema: ci ho investito tanto nonostante siamo in affitto. Capisco il momento di difficoltà economica ma quantomeno se non ci sono risorse economiche, si abbia il coraggio di dare gli impianti in gestione ai privati che vogliono investire, perché non possiamo permetterci di avere così tante strutture in disuso”.

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