VAR sotto accusa: presentato ricorso-esposto

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NAPOLI (Di Stefano Esposito) –  L’ultima partita di campionato è finita da pochi giorni, ma le polemiche non accennano a spegnersi. Dopo il 2-1 maturato a Bergamo, il Social Club Maradona Napoli ha deciso di passare dalle proteste alle carte bollate, depositando un articolato esposto alle autorità sportive e ordinarie.

Il documento, firmato dagli avvocati Angelo Pisani e Ludovico Franco, è stato inviato alla Procura Federale FIGC, alla Procura Generale dello Sport del CONI, alla Procura della Repubblica competente e alla Procura regionale della Corte dei Conti. L’obiettivo dichiarato è fare piena luce su alcune decisioni arbitrali e soprattutto sull’uso del VAR che, secondo i ricorrenti, avrebbero inciso in modo determinante sull’esito della gara Atalanta-Napoli del 22 febbraio.

Nel mirino finiscono due episodi chiave. Il primo riguarda il rigore inizialmente concesso al Napoli e poi revocato dopo la revisione al monitor. Per i firmatari dell’esposto, l’intervento del VAR non sarebbe stato coerente con il protocollo IFAB, che consente la correzione solo in presenza di un errore “chiaro ed evidente”. Le immagini, sostengono, restituirebbero piuttosto una situazione interpretabile, non tale da giustificare il ribaltamento della decisione presa in campo.

Il secondo punto contestato è l’annullamento di una rete partenopea per presunto fallo in attacco. Anche qui il Social Club parla di mancanza di evidenza oggettiva e, soprattutto, di una gestione non uniforme della tecnologia. In altre parole, il VAR — secondo la ricostruzione dell’associazione — sarebbe stato utilizzato con criteri e tempistiche differenti nei due episodi.

L’esposto, nella sua formulazione, si concentra specificamente sulla gara di Bergamo. Tuttavia, nell’ambiente napoletano il malcontento arbitrale non nasce oggi. Nelle settimane precedenti, infatti, non sono mancati episodi che hanno alimentato le discussioni tra tifosi e osservatori: dalla partita contro il Verona, segnata da un rigore ritenuto da molti dubbio per un presunto fallo di mano di Buongiorno e dal gol annullato a Højlund per tocco di mano, fino al caso del fuorigioco rilevato per la posizione della mano di Mazzocchi. Situazioni che, pur non costituendo oggetto diretto del ricorso, hanno contribuito a rendere più teso il clima attorno alle decisioni arbitrali.

Nel ricorso si richiama apertamente il rispetto dei principi di lealtà sportiva, trasparenza e buon andamento, sottolineando come la credibilità delle competizioni passi anche dalla percezione di equità nelle decisioni arbitrali. Non manca un passaggio sul possibile impatto sistemico: l’atto evidenzia infatti che eventuali anomalie potrebbero riflettersi sulla fiducia degli utenti e sul comparto delle scommesse sportive.

Le richieste alle autorità sono puntuali: apertura immediata di un’istruttoria, acquisizione integrale degli audio VAR, deposito del report tecnico arbitrale e verifica del rispetto del protocollo IFAB. Tra le ipotesi prospettate compare anche la valutazione sulla ripetizione della gara, oltre all’accertamento di eventuali responsabilità disciplinari.

È in questo contesto complessivo che, da ultimo, l’avvocato Pisani ha deciso di presentare il ricorso-esposto, ritenendo necessario, si legge, un approfondimento formale da parte degli organi competenti.

Per ora dagli organi federali non sono arrivate repliche ufficiali. Ma una cosa è certa: la partita di Bergamo rischia di continuare, stavolta, nelle aule della giustizia sportiva

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