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Napoli

Parte da Napoli il primo corso di property manager sostenibile 

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NAPOLI – Professionalizzare il comparto ricettivo extralberghiero con un nuovo modello sostenibile per garantire migliore qualità dell’offerta ed equilibrio nelle città d’arte, borghi e località turistiche italiane.  Parte da Napoli un innovativo corso nazionale di formazione per property manager e professionisti dell’ospitalità diffusa il cui avvio è previsto per l’ultima decade di marzo.

A promuoverlo è l’Abbac , l’associazione nazionale dell’ospitalità diffusa, che lo ha presentato ad  Hospitality Sud, durante un incontro dedicato con gli interventi degli esperti, Sergio Lombardi, presidente dell’osservatorio turistico Odcec Roma che ha argomentato sulle novità fiscali ed adempimenti , il docente di marketing internazionale- property finance advisor Francesco Verde che è intervenuto su contratti di reti e reti di impresa e il ceo di Wonderfull Campania Vito Campanelli che ha delineato un modello di gestione.

“La ripresa post pandemica ha fatto nuovamente emergere alcune anomalie del nostro settore, dall’improvvisazione all’abusivismo, come per il rischio turistificazione e mancata qualità dell’offerta – dichiara il presidente Abbac Agostino Ingenito – Stiamo assistendo in questi mesi ad una trasformazione repentina per le locazioni turistiche, che necessita di essere governata, non solo con normative chiare ma anche con una qualificazione di questi operatori”.   L’Italia è tra i primi mercati più grandi dello short term rental che hanno aumentato i loro livelli di occupazione a una media del +10,5% e il nostro Paese registra il tasso di occupazione più alto di sempre (80%), poiché l’offerta deve ancora soddisfare l’aumento della domanda. Sul territorio italiano l’85 % delle prenotazioni di affitti brevi è di viaggiatori internazionali, il 51,3% provenienti dall’Europa, mentre il 16,6% dagli Usa. “La domanda degli affitti brevi ha superato i livelli del 2019 ad agosto 2022 con una crescita anno su anno (+17% rispetto ad agosto 2021). Questo ha portato a un innalzamento della tariffa media giornaliera, che non ha comunque scoraggiato i turisti, disposti a spendere di più anche a seguito di rincari energetici e inflazione – continua Ingenito – Ma occorre ormai fare un lavoro di programmazione anche per qualificare l’offerta e ridurre abusivismo e improvvisazione ed al contempo disporre di professionalità che seguendo standard aziendali e non snaturando l’offerta, garantiscano servizi di qualità” . La nuova direttiva europea Dac7 sull’obbligo dei portali a trasferire i dati fiscali degli annunci, e una migliore governance del settore con normative migliorative  a livello nazionale e regionali con codici unici e regolamentazioni possono fare la differenza verso un mercato, a volte selvaggio e incontrollato, che sta determinando impatti significativi nelle città e località turistiche.

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