NAPOLI – Perdete ogni speranza o voi che entrate! Se Dante fosse sceso questa mattina in spiaggia a Bagnoli avrebbe fatto di sicuro uso del nono verso del Canto III dell’Inferno per raccontare l’incoscienza e il pericolo a cui si sono sottoposti e si sottoporranno nei giorni a venire i napoletani facendo il bagno nelle acque di Bagnoli.

Nonostante il divieto di balneazione, infatti, in centinaia stamane erano in acqua. Donne, uomini, ragazzi e bambini, incuranti dell’inquinamento e della presenza di spuntoni di ferro arrugginiti resti dell’epoca industriale, hanno sfidato la sorte in una sorta di roulette russa. Eppure il comune di Napoli nella persona del sindaco Manfredi era stato chiaro: “La spiaggia libera restituita alla città dovrà essere utilizzata solo per l’elio terapia”. Ma a quanto pare nessuno ha recepito il messaggio dando prova di ignoranza, di non curanza del pericolo e mettendo a serio rischio la loro salute e quella dei loro figli.

Ma è tutta l’area del litorale di Bagnoli ad essere terra di nessuno.

Qui siamo al Dazio pochi metri più avanti della spiaggia comunale. Una condotta fognaria scarica a mare liquami e schiuma e nonostante i cancelli siano chiusi, le persone si sono attrezzate per scendere sulla sabbia con una cassetta di plastica e una scaletta arrugginita. Sulla spiaggia si bivacca sotto le tende, si prende il sole e si fa il bagno, incrociando le dita che tutto vada bene.

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