NAPOLI – Incubo a occhi aperti per l’attrice napoletana Ida Di Benedetto e il compagno, l’ex ministro dei Beni e delle attività culturali Giuliano Urbani. Martedì scorso la coppia è stata rapinata in casa a Napoli e indaga la polizia. Un commando ha fatto irruzione nell’appartamento e ha chiuso Di Benedetto e Urbani in una stanza, per poi portare via oggetti preziosi e perfino i cellulari. L’episodio è l’ultimo di una lunghissima serie che il deputato Francesco Emilio Borrelli sta denunciando da mesi.

Lo scorso 19 settembre infatti è stato rapinato il Moa caffè a Barra. Otto minuti di terrore e di violenza. Otto minuti sono davvero lunghi se affrontati in determinate condizioni come quella che hanno vissuto dipendenti e clienti del locale.

Poco dopo l’apertura del mattino, due malviventi con il volto travisato, di cui uno armato di pistola hanno fatto irruzione nel locale dopo essere giunti in scooter. Sotto la minaccia dell’arma tengono in pugno sia i dipendenti che i clienti, alcuni fatti stendere a terra, e hanno chiesto di farsi consegnare le chiavi dell’armadietto blindato per portare via contanti e tabacchi. Mentre i due rapinatori portavano a segno il colpo, all’esterno c’era ad attenderli un terzo complice arrivato sul luogo poco dopo di essi.

“E’ chiaro che stiamo vivendo – spiega il deputato Francesco Emilio Borrelli – un momento gravissimo di recrudescenza criminale a tutti i livelli e in tutte le aree del napoletano. Le forze dell’ordine non ce la fanno con gli uomini e i mezzi a disposizione. Le condanne, quando arrivano, sono troppo lievi e spesso i delinquenti vengono scarcerati anche dopo pochi giorni dai delitti commessi. Così non va e soprattutto le persone oneste e le vittime si sentono sempre più sole e abbandonate. Bisogna coordinare un’azione molto più efficace e impattante prima che la degenerazione superi i livelli allucinanti già raggiunti”.

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