NOCERA – Il giovane calciatore Seid Visin, arrivato dall’Etiopia in Italia e adottato da una coppia di Nocera Inferiore si è suicidato impiccandosi in casa.

Non aveva compiuto ancora 21 anni. In una lettera aveva denunciato il razzismo:

“Ovunque io vada, comunque sia, sento il sulle mie spalle come un macigno, il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone”, aveva scritto.

Seid aveva debuttato nelle giovanili del Milan, poi era tornato a casa a studiare e prendersi il diploma di liceo scientifico. Giocava ancora, ma nella squadra di calcio a 5 dell’ Atletico Vitalica.

“Sono stato adottato da piccolo. Ricordo che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, tutti si rivolgevano a me con gioia, rispetto e curiosità. Adesso sento che si è capovolto tutto. Ovunque io vada, comunque sia, sento sulle mie spalle come un macigno, il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone. Ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, specie anziane, si rifiutavano di farsi servire da me. E, come se non mi sentissi già disagio, mi additavano anche come responsabile perché molti giovani italiani non trovavano lavoro”.

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