Occupazione scolastica fermata sul nascere dai Carabinieri. Alcuni studenti con passamontagna e maschere di V per Vendetta

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Protestano contro i ritardi nei lavori infrastrutturali, ma per farlo tentano di occupare la scuola, rischiando di interrompere proprio quell’attività che vorrebbero fosse tutelata e garantita.

È quanto accaduto al liceo statale “Giovan Battista Alberti”, in via Pigna, dove alcune decine di studenti avrebbero tentato di occupare l’istituto, intimando al personale scolastico di abbandonare la struttura.

Una protesta organizzata per contestare il mancato completamento dei lavori infrastrutturali, di competenza della Città Metropolitana, proprietaria dell’immobile.

Alcuni dei partecipanti avrebbero agito con il volto coperto da maschere e scaldacolli.

L’intervento dei Carabinieri della PMZ Vomero ha consentito di interrompere la protesta, identificare alcuni dei presenti e sequestrare uno striscione con la scritta “Alberti Occupato – No C.P.R. – Kaos”. E ancora, una catena utilizzata per bloccare un cancello e alcune maschere di Guy Fawkes, il cospiratore inglese reso celebre dal fumetto V per Vendetta.

SCUOLE OCCUPATE DA OGGI C’E’ ANCHE IL DIAZ

Oggi, 14 ottobre 2026, noi studenti e studentesse delCollettivo Diaz e del Coordinamento KAOS abbiamo deciso di occupare la nostra scuola.

Questa occupazione nasce dalla volontà di prendere parola e di trasformare la nostra scuola in uno spazio di confronto, partecipazione e mobilitazione. Non vogliamo che le decisioni che riguardano il nostro futuro vengano prese senza ascoltare chi quel futuro dovrà viverlo.

Esprimiamo il nostro dissenso contro le misure contenute nel DL 170/2026 che riguardano la scuola e, in particolare, il tetto massimo del 30% per determinate categorie di studenti con cittadinanza non italiana.
Riteniamo inoltre che la scuola debba essere un luogo di inclusione e non di esclusione, nel quale la provenienza di una persona non diventi un ostacolo al diritto all’istruzione.
Chiediamo anche che venga affrontata pubblicamente la questione dei centri di permanenza per il rimpatrio e delle condizioni delle persone migranti. Riteniamo necessario interrogarsi sul rispetto dei diritti fondamentali di chi viene trattenuto e sulle politiche migratorie adottate dal nostro governo.

In uno Stato in cui il costo della vita continua a salire. I beni essenziali, i trasporti e le spese quotidiane hanno prezzi sempre più elevati. Mentre per molti arrivare a fine mese diventa sempre più difficile, la scuola non può essere separata dalle condizioni sociali in cui viviamo.

Rifiutiamo la riforma del Decreto Ministeriale n. 221, decreto in cui il nostro ministero dell’istruzione Valditara passa dalla storia come “scienza” alla storia come “narrativa”. La scuola deve insegnare a conoscere la storia nella sua complessità. Studiare la storia non significa celebrare una versione ufficiale degli eventi: significa avere gli strumenti per comprenderla, discuterla e metterla in discussione.

LA SCUOLA È NOSTRA!

Occupare per noi significa riprenderci uno spazio che appartiene quotidianamente a chi lo vive, significa discutere, confrontarsi, organizzarsi e costruire insieme una voce collettiva. Non chiediamo di essere semplicemente ascoltati, pretendiamo di poter partecipare alle decisioni che riguardano il nostro presente e futuro.

LA NOSTRA VOCE NON SI CENSURA.
IL NOSTRO FUTURO LO DECIDIAMO NOI.
DISTRUGGETE I CPR, NON LE NOSTRE SCUOLE, NON LE NOSTRE AULE, NON IL NOSTRO FUTURO!

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