NAPOLI – Salvo nuovi sviluppi delle indagini, è stato un 32 enne senza dimora a incendiare la Venere degli stracci.

Non lo sfregio operato da una baby gang, prima ipotesi formulata all’origine dell’incendio che ha distrutto alle 5.30 di ieri mattina l’opera di Pistoletto in piazza Municipio.

Né tantomeno qualche giovane influencer napoletano, maniaco delle sfide social.

Due emergenze della città di sicuro, ma la causa è una terza (emergenza), anche se sottovalutata: quella dei tanti clochard che vivono e dormono per strada e che tante difficoltà hanno creato negli ultimi mesi all’amministrazione comunale.

Un numero cresciuto in maniera esponenziale dopo la pandemia, dice la Responsabile dei servizi per i senza fissa dimora della Comunità di Sant’Egidio, Benedetta Ferone e che ora, con l’arrivo dell’Estate, si scontra con la diminuzione dei servizi, a loro dedicati, dovuta alla penuria di volontari.

Un’emergenza che andrebbe affrontata individualmente, considerato che tra i tanti senza tetto non sono pochi quelli che hanno problemi di tossicodipendenza o legati a patologie psichiatriche.

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