NAPOLI – Fermare il tempo, frenare lo sfacelo del corpo e della mente: l’ossessione di Rodin coinvolge, e infine plagia, il suo modello preferito, l’ignaro soldato Neyt, chiamato a posare, nudo e soprattutto disarmato, per impersonare “Il perdente”, ovvero la Francia umiliata dalla Prussia. In un torbido gioco sadomasochistico, si scolpisce per sempre – assieme a una statua di spaventosa verità, che farà scandalo – il rapporto umano, e un po’ divino, tra creatore e creatura.

Bruxelles, 1877. Auguste Neyt, il modello dell’opera più celebre e controversa di Auguste Rodin, rivive attraverso un monologo lancinante e scabroso di Antonio Mocciola, in cui si rincorrono le ombre di una dipendenza materiale e affettiva, che diventa abuso, deriva, ipnosi, droga, dolore, buio e infine rigenerazione. 

Giordano Bassetti da’ voce al modello di Rodin, scendendo negli inferi della psiche, senza risparmiare nulla né a sé stesso, né allo spettatore. 

Nouveu Théâtre de Poche via Salvatore Tommasi 15/16 Napoli

venerdì 23 febbraio ore 21

sabato 24 febbraio ore 21

domenica 25 febbraio ore 19

Scritto e diretto da Antonio Mocciola Con Giordano Bassetti

aiuto-regia Barbara Lafratta

foto Luca Petrucci vm 18

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