NAPOLI – Tutto è pronto nella Chiesa di San Severo al Pendino in via Duomo a Napoli, dove dal 13 gennaio, con inaugurazione alle ore 17.30, l’artista Bartolomeo Cristiano presenterà la sua nuova mostra pittorica intitolata “Sguardi disincantati sul mondo: per un nuovo inizio”. «L’uomo contemporaneo – spiega il pittore parlando della sua nuova esposizione aperta fino al prossimo 3 febbraio 2024 – nell’era della tecnica e del nichilismo imperante, in una realtà sempre più frammentata e relativa, pare colpito da un profondo senso di smarrimento. Chiuso in un solipsismo pervasivo, privo di modelli e indifferente alle grandi questioni, l’uomo moderno è disilluso, spesso scontento angosciato. In un mondo dominato dai social e dal consumismo, perennemente solo e disorientato, lottando contro una sensazione di vuoto e di nulla, vive oggi una drammatica crisi. In un’epoca in cui è tutto fugace e provvisorio e sembra che nulla valga davvero, ci si trova inesorabilmente a combattere la mancanza di un orizzonte di senso. All’amara consapevolezza della sua fragile condizione risponde, allora, il disperato bisogno dell’uomo di reagire, di resistere allo stacco, alla sconfitta, allo sbandamento causato dalla perdita dei valori. Si rende, perciò, più che mai urgente la necessità di riacquistare motivazione per aprirsi a orizzonti nuovi; non è mai troppo tardi per riappropriarsi di sé stessi e ripensare a un’alternativa, a un nuovo inizio». Ed è partendo da questi concetti e pensieri che l’artista, ha cercato con le sue tele di testimoniare il malessere, l’isolamento, la frattura, l’assenza di certezze, l’impotenza dell’uomo che ha perso i propri punti di riferimento, attraverso tredici volti scomposti, asimmetrici, disuniti. Si tratta di individui diversi per sesso, età, condizione sociale ed esperienza di vita. «Sono stati realizzati tredici ritratti distinti – ha detto ancora Bartolomeo Cristiano- ma in realtà è un ritratto solo: la fotografia dell’uomo contemporaneo che guarda il mondo smarrito e in cerca di risposte. L’osservatore, sentendosi a sua volta scrutato dai soggetti rappresentati, sarà esortato a riflettere: è necessario prendere coscienza del disagio esistenziale del nostro tempo, del “male di vivere”, affinché si trovi un nuovo sentiero da percorrere. Non cedendo a un’amara dichiarazione di impotenza, dunque, i volti raffigurati ci spingono a guardarci dentro e attorno; ci interrogano: siamo ancora capaci di cambiare rotta?». Nato a Grumo Nevano, Bartolomeo Cristiano è laureato in Architettura con esperienza di studi all’estero. Stabilmente a Napoli dall’inizio del percorso universitario ha iniziato i suoi studi frequentando il Liceo Artistico. Da sempre, dall’età pre-adolescenziale, ha coltivato il fare pittura imponendosi, anche nelle sue ultime due apprezzate mostre al Castel dell’Ovo e al Pan, come il testimone di un’arte che diventa elemento indissolubile dell’anima.

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