NAPOLI – All’Aeroporto Internazionale di Napoli in esposizione le opere di Paolo La Motta

Si è inaugurata ieri presso spazio ART GATE C 20 dell’ Aeroporto Internazionale di Napoli la mostra di Paolo La Motta  “Il mare bagna Napoli. Sequenze” che sarà visitabile fino al 10 novembre. Il titolo della mostra rilegge in chiave positiva il celebre romanzo di Anna Maria Ortese “Il mare non bagna Napoli”,  eppure dai vicoli del rione Sanità dove l’artista è nato e vive il mare di Mergellina non si vede, non arriva la sua brezza. Lo sguardo dei ragazzi non si posa sulla linea dell’orizzonte, ma sui muri scrostati dei palazzi. Paolo La Motta, un artista napoletano classe 1972, che conosce bene questi ragazzi, i loro desideri e le loro speranze, li colloca su una barca in movimento su un mare grigio, intenti a remare per raggiungere il proprio personale traguardo. Non è un caso, dunque, se la Barca Verticale, un olio su tela del 2022, sia stata scelta come immagine principale di questa mostra in cui l’artista espone dodici opere, fra tele e tavole. Il tema della barca vista dall’alto ritorna anche nella tela Barca Diagonale.

«Le immagini riprendono la costa vista dal Castello dell’Ovo e ho voluto sottolineare nelle mie opere come oggi ancora si può parlare e raccontare del mare della nostra città – ha dichiarato l’artista – che molte volte è rilegato alla cartolina, si può raccontare invece in modo diverso, l’esposizione è un racconto fatto da immagini, da sequenze per l’appunto, che sono solo apparentemente slegate ma che fanno invece un unico discorso». La mostra è rappresentata da dipinti realizzati da 2011 al 2023  che Paolo La Motta conserva gelosamente nel suo studio del quartiere Sanità, un fazzoletto di città da cui vede tutto il mondo riflesso nella sua pittura dove confluiscono la storia, le lotte, le ambizioni e i naufragi e da dove la sua indagine si rinnova quotidianamente. La Motta afferma che «l’arte è qualcosa che accade, non si premedita» e l’artista è solo uno spettatore; per questo motivo egli non appone alcuna firma sulle sue opere (firmandole invece sul retro)” scrive Isabella Valente, docente di Storia dell’Arte contemporanea all’Università “Federico II” nel  catalogo della mostra (Paparo Editore). Immagini meditative di un realismo del quotidiano, frammenti di vita che egli coglie e fissa su piccoli supporti. Questa è la Napoli di Paolo, una Napoli vera, antica e contemporanea, sempre immobile. Sono visioni insolite di una città paradossalmente silenziosa e vuota, quasi straniante, ma intensamente lirica, continua la Valente.

Alla presentazione  sono intervenuti: Sylvain Bellenger, Direttore Generale del Museo e Real Bosco di Capodimonte, che ha curato la mostra, che ha affermato «La prima particolarità di La Motta è che lavora e vive al di fuori di qualsiasi sistema, mentre l’arte contemporanea è soprattutto un sistema» e Roberto Barbieri, amministratore delegato di Gesac, la società che collega Napoli con il mondo intero come poche città possono vantare che ha sottolineato come  La Motta sia un artista tanto singolare quanto napoletano e tanto internazionale. La mostra “Il mare bagna Napoli. Sequenze”, racconta una storia di immagini che si trasformano, una storia napoletana, fatta di letteratura, di colore, di cinema, di memoria, di esperienze e di luce. La loro collocazione è tanto inaspettata quanto rilevante, in un aeroporto come quello di Capodichino dove il cielo collega l’arrivo e la partenza.

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