NAPOLI – Sarà l’artista, scrittrice e performer Slobodanka Ciric (nella foto di Gianni Biccari) il prossimo 5 settembre alle ore 17, sul Belvedere del Parco Virgiliano, la protagonista di un nuovo progetto intitolato “Terra dei Fuochi olim Campania felix”. Un’iniziativa divisa tra l’arte e la denuncia sociale, che vedrà la nota artista serba trapiantata a Napoli, porre ancora una volta l’accento su quella muta e drammatica lotta tra l’uomo e l’ambiente. Reduce dal successo della sua ultima perfomance “Licantropa” che l’ha vista aggirarsi in piazza del Municipio tra i famelici lupi dello scultore cinese Liu Ruowang, l’artista Ciric, come lei stessa ha spiegato si pone l’obiettivo di «rivolgere un chiaro invito alla non belligeranza tra l’uomo e la natura». L’artista guarda alla natura come la rivelazione di Dio e all’Arte come la rivelazione dell’uomo, quindi ancora una volta usa l’arte come strumento di riflessione ricordando che la natura, il pianeta, l’universo, possono vivere e continuare a generare e rigenerare anche in assenza dell’essere umano. «Noi, al contrario, senza la natura – afferma la Ciric- non esisteremmo». «Nel lontano 1878- spiega l’artista e performer- il viaggiatore e studioso serbo Milan Jovanović, di cui ho avuto fortuna di tradurre i diari di viaggio, a proposito della Campania Felix scriveva “Vi sono pochi luoghi nel mondo dove il cielo e la terra rivaleggiano nell’elargire le dolcezze che, in un attimo, fanno dimenticare le sventure della dura vita terrena e che, cullandoci nella mite, innocente e bella ala della natura, ci rendono gioiosi per il solo fatto di essere qui, presenti sulla terra, come l’infinitesimo della bellezza del mondo!”. Anche Plinio il Vecchio – continua la Ciric- amava questa regione, al punto da coniare la dicitura “Campania illa felix”. Con il termine felix, gli antichi intendevano descrivere una terra feconda e prosperosa, com’era a quei tempi la Campania. Si trattava di una terra di emozioni, colori, sapori e suoni, gli stessi elementi che hanno emozionato, nutrito, plasmato e coltivato me durante la mia ormai trentennale permanenza in questi luoghi. Provo una grande nostalgia di quella “Campania Felix” trovata e conosciuta tra le pagine scritte dai miei predecessori, oramai svanita da tempo per lasciare il posto alla “Terra dei Fuochi”, Terra dolente e sanguinolenta, caratterizzata dallo sversamento illegale di rifiuti e veleni nocivi per la salute i cui livelli di tossicità sulla popolazione sono perennemente al centro di dibattiti tuttora aperti». Nata da un’idea di Slobodanka Ciric, con la direzione artistica di Daniela Marra e i costumi di Natali Ferrary, sabato 5 settembre alle ore 17 al parco Virgiliano, la performance vedrà l’artista avviarsi al centro dello spazio posillipino, vestita di frutta e verdura lavata e cucita sul vestito di nailon decorato con i fiori freschi, reggendo un vassoio con dei bocconcini di mozzarella e altre prelibatezze campane. Interagendo con il pubblico nei panni di “Campania felix”, la Ciric inviterà i presenti a servirsi e mangiare, strappando gli alimenti dal vestito. Una volta finito il “banchetto”, la protagonista si sdraierà al centro del Belvedere rimanendo poi interamente coperta con dei rifiuti segnati come tossici, cavi, plastica, guanti mascherine, bottiglie di plastica e residui di cibo. A questo punto, tutt’intorno si accenderà un grande cerchio di fuoco reale, simbolo di ciclicità della vita ma anche di rinascita dalle ceneri come nel caso della Fenice. Infine, entreranno in scena dei bambini con dei secchielli di sabbia colorata da versare con l’aiuto degli adulti sul fuoco. E sarà proprio questo gesto, una volta spento il fuoco, a simboleggiare la pulizia di “Campania felix” che rialzatasi dai rifiuti, provata ma orgogliosa, ritroverà il suo antico splendore. La performance offrirà pure lo spunto per delle foto, un video e un libro destinati a qualsiasi ente e realtà culturale e sociale vicini al progetto originale.

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