Quando la fantascienza nasce a Napoli e apre una porta nel tempo

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Napoli- di (Vania Fereshetian)

Un ragazzo che si è costruito con le sue mani. Un genio dell’informatica cresciuto a pane, codici e film di fantascienza. È da qui che parte Ostium Temporis — La porta del tempo, il romanzo d’esordio di Valentino Cassini che sta facendo parlare di sé.

Cosa faresti se scoprissi di non essere di questo mondo?

La domanda esplode a Napoli, con una busta antica che nessuno sa decifrare. I simboli non appartengono a nessuna lingua conosciuta. Quella stessa notte, un segno impossibile compare sul corpo di una professoressa di fisica. Da quel momento uomini pallidi la osservano, un oggetto cade dal cielo e il mondo che credeva di conoscere comincia a sgretolarsi.

Cassini intreccia thriller, storia e fantascienza con una naturalezza che disarma. Dietro tutto c’è un segreto nato nel 1942, quando qualcosa arrivò dalle stelle e finì nelle mani sbagliate. Un siero che doveva salvare l’umanità venne trasformato in un’arma. Un messaggio scritto al buio in una baracca di Auschwitz attraversò settantaquattro anni per raggiungere la persona giusta.

E Napoli diventa epicentro del mistero: una macchina nascosta da duemila anni sotto il Castel dell’Ovo aspetta di essere attivata. In mezzo, personaggi che restano addosso. Un matematico che nasconde il coraggio dietro le battute. Un’archeologa che custodisce un segreto che la sta uccidendo. Un padre che tradisce per amore di sua figlia. E un viaggio nel tempo il cui prezzo è più alto di qualunque cosa si sia pronti a pagare.

Chi muore? Chi tradisce? Chi torna?

Per saperlo devi aprire il libro.

Quando lo chiuderai, fuori sarà già mattina. Napoli si sveglierà uguale, ma tu no.

Perché Ostium Temporis non finisce all’ultima pagina. Ti resta sotto pelle, come quel segno impossibile sul corpo della professoressa. Ti fa guardare il Castel dell’Ovo e chiederti cosa nasconde davvero, ti fa ascoltare il silenzio della notte sperando in un oggetto che cade dal cielo.

Valentino Cassini ha scritto con le mani di un informatico e il cuore di chi la fantascienza l’ha sognata da bambino. Ha preso Auschwitz, le stelle, un padre che tradisce per amore, e li ha cuciti insieme con il filo del tempo.

Alla fine restano le domande: chi sei, quando il mondo che conoscevi si sgretola? Quanto sei disposto a pagare per tornare?

Ostium Temporis — La porta del tempo, 354 pagine. Su Amazon, cartaceo e digitale.

Aprilo. Ma sappi che certe porte, una volta varcate, non si richiudono più.

 

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