CASERTA – Il Teatro Ricciardi partecipa alle celebrazioni vanvitelliane, per rendere omaggio all’architetto scomparso da 150 anni, con Luigi e Carlo Vanvitelli parlano al futuro, reading musicale, in scena giovedì 7 dicembre ore 20.30 sul palcoscenico casertano, nell’ambito delle celebrazioni vanvitelliane della Reggia di Caserta. Nato da un’idea della giornalista Dalia Coronato, il lavoro teatrale, è impreziosito dalla composizione musicale scritta per l’occasione da Marcello Massa; ad interpretare padre e figlio, Antonio Franco (Francantonio, maestro dell’Accademia Ricciardi) e l’attore Domenico Franchini. L’evento, oltre a celebrare il genio dell’architettura neoclassica e il suo ingegno nella scienza idraulica, omaggia il teatro, passione che teneva unita tutta la famiglia Vanvitelli. Il costo del biglietto è di 10 euro (acquistabili sul sito www.go2.it), il ricavato sarà devoluto all’associazione Christian Gravante, amico di tutti, che intende favorire gli studenti con difficoltà economiche. Per info 0823963874 (botteghino aperto dalle ore 17.00).

Nel libro Carlo Vanvitelli Architettura e Città, nella seconda metà del Settecento, l’autrice Ornella Cirillo riscatta la vita di un figlio vissuto all’ombra del padre, nonostante le capacità progettuali, ricostruendo le fasi principali della vicenda biografica dell’architetto, dalla formazione nella scuola paterna fino alla piena autonomia professionale.

«Carlo, come primogenito, venne scelto per proseguire la realizzazione dei disegni del padre, ma si sa molto poco di lui come architetto – dice l’autrice Dalia Coronato – e l’obiettivo è stato quello di scoprire che relazione c’era tra padre e figlio, e com’era il Vanvitelli uomo, cominciando da Le lettere di Luigi Vanvitelli della Biblioteca Palatina di Caserta di Franco Strazzullo. Da qui ho cercato di tratteggiare, nella mia scrittura, i piccoli e rari momenti di vita insieme di Luigi e Carlo: vicende che riguardano la caccia; l’incontro tra loro bambini e i reali Carlo e Maria Amalia; la messa in scena di uno spettacolo teatrale nel gioco in casa con la famiglia, così “si apprende la lingua buona e il suono del verso” – diceva Luigi. Ho immaginato un padre affettuoso e un figlio fragile e sensibile, che ha saputo mostrare tutto il coraggio necessario per affrontare il progetto ambizioso del genitore e per portarlo a termine».

Lo spettacolo, prevede, oltre al racconto scenico tratteggiato con delicatezza da Dalia Coronato, una parte musicale, scritta dal compositore Marcello Massa e diretta dal Maestro Domenico Rocco della Teatro Ricciardi Heart Orchestra. «Mi sono concentrato principalmente sul periodo storico e sul tipo di musica che i Vanvitelli potevano ascoltare nel periodo in cui hanno vissuto – dice Massa – con l’idea di unire la musica del ‘700 al jazz. Per rendere più credibile possibile, la ricostruzione musicale, mi sono limitato a utilizzare il jazz solo da un punto di vista armonico e non melodico. Le melodie dei brani sono pressappoco in stile, così come le orchestrazioni. Mi sono ispirato principalmente a musicisti come Cimarosa, Mozart, Vivaldi, Bach e Haydn. Per il primo capitolo, dedicato all’infanzia, ho immaginato una scena del passato di Luigi Vanvitelli nel bosco, con i figli che giocavano tra gli alberi e si rincorrevano tra di loro; inoltre ho pensato anche alla frenesia che può esserci in un cantiere edile e a quella della città, tra carrozze, vocii e mercati. Il brano in effetti, dopo un incipit classico del periodo, prende un tempo vivace. La melodia è saltellante e l’accompagnamento è classico della musica Settecentesca, le ritmiche e le armonie sono state riprese dal jazz, così come la struttura della composizione che si rifà a quella del classico Rhythm Changes divulgato da Gershwin».

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