Max_Fuschetto_Foto_Luigi_Vaccaro

CASTELLAMMARE DI STABIA- Mother Moonlight è un ciclo di sedici brani dedicati a quella che Ravel definì “la poesia dell’infanzia”, scritti dal compositore e oboista Max Fuschetto per il pianoforte di Enzo Oliva.

Mother Moonlight sarà pubblicato da Italian World Beat nei primi giorni del 2018, dopo la presentazione ufficiale che si terrà in concerto al Teatro Savoia a Campobasso giovedì 21 dicembre 2017, prima data di un tour italiano e straniero.

La serata del 21 dicembre sarà un’occasione straordinaria, una produzione della XXXXIX Stagione dei concerti dell’Associazione Amici della Musica Walter De Angelis, con la direzione artistica di Andreina Di Girolamo. Una nuova stagione con artisti di grande valore e programmi tratti dal repertorio musicale dal Barocco alla contemporaneità, con Mother Moonlight quale prima esecuzione assoluta. Con Mother Moonlight Italian World Beat, il nuovo network indipendente di promozione degli artisti italiani all’estero, inaugura una label interna dedicata ai propri iscritti, con distribuzione nei principali paesi europei, in Corea e in Giappone.

Max Fuschetto – scrive Valerio D’Onofrio di OndaRock, una delle più autorevoli testate di cultura musicale italiana – «è riuscito a creare un perfetto punto di congiunzione tra classica moderna e musica popolare, tra musica etnica e avanguardia, tra Oriente e Occidente». A due anni di distanza da Sun Nà, l’album osannato da pubblico e critica e portato dal vivo in svariati contesti e con diversi organici, Max Fuschetto torna con un lavoro completamente diverso. Dedicato principalmente al pianoforte, anche se affiancato in alcuni momenti dalle timbriche della chitarra elettrica (Pasquale Capobianco), del clarinetto (Franco Mauriello), della dilruba (Enrico Falbo) e degli archi (Silvano Fusco e Eleonora Amato), Mother Moonlight si pone in linea di continuità con quella letteratura pianistica e musicale che ha fatto del mondo dell’infanzia un luogo privilegiato di esplorazione degli spazi più profondi della psiche e del tempo: pensiamo a Children’s Corner di Debussy, Ma Mere L’oje di Ravel, Mikrokosmos di Bartok, Musik Für Kinder Theatre di Arvo Part, fino ad arrivare al policromo Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, nato proprio da questa incessante recherche legata ai luoghi dell’infanzia liverpooliana.

Il compositore campano opta ancora una volta per una “terza via” che ponga in dialogo colto e popular, senza dimenticare il suo studio sulla musica dell’Africa subsahariana: non è un caso che Madre chiaro di luna sia realizzato a partire dal linguaggio musicale africano. I brani sono concepiti come moderne invenzioni a due voci in cui il movimento delle linee sperimenta indipendenza e flessibilità di tempo, di sovrapposizioni, di motivi. La luna che illumina i giochi notturni è la stessa a tutte le latitudini, dal polveroso spiazzo che circonda le capanne africane agli ispidi giardini dell’Appennino, e ispira movimenti di danza, giochi in cerchio, nenie astrali, viaggi di andata e di ritorno, la visione di immagini diafane, giochi linguistici a voler inventare nonsense e poi canzoni. Così nascono i titoli, parole scelte per il loro suono, per un’estetica di rimando alla musica, per analogie costruttive.

Per il tour che accompagnerà Mother Moonlight, Max Fuschetto ha scelto come compagni tre musicisti presenti anche nel disco, a partire dal protagonista Enzo Oliva al pianoforte, insieme al chitarrista Pasquale Capobianco e al violoncellista Silvano Fusco. Sono figure con cui l’autore ha condiviso negli ultimi anni momenti importanti del proprio percorso musicale, pensiamo all’Auditorium Parco della musica di Roma, all’Expò 2015 Albanian Pavillon e a numerosi festival e rassegne italiane.

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