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NAPOLI (Di Anna Calì) – Napule è, cantava una celebre canzone di Pino Daniele. La Napoli del sole amaro, dell’odore di mare, delle mille culture ma anche delle mille paure. E allora ci viene da chiederci: se tu fossi qui cosa diresti della tua città e di come essa sia cambiata? La città che dopo 33 anni ha vissuto di nuovo l’emozione di uno Scudetto, sicuramente, gli avresti dedicato un’altra splendida melodia per l’occasione, con il cuore che ti impazziva di gioia. La Napoli che negli ultimi mesi sta assistendo a un incremento impressionante di turisti, ma anche la Napoli del dolore e delle vittime innocenti. Due facce della stessa medaglia.

Oggi, 4 gennaio 2023 ricorre l’anniversario della sua morte. Nove lunghissimi anni. Nove anni senza più la sua melodia, senza più le sue noti e la sua voce. Ma Pino Daniele resta e resterà per sempre nel cuore di tutta Napoli e di tutti gli italiani.
Perché nonostante siano passati quasi dieci anni, le canzoni di “Pinuccio” risuonano ancora nell’aria, tra i vicoletti stretti dei Quartieri Spagnoli. Tra i suoi più grandi successi ricordiamo: “A me me piace ‘o blues”, che cattura l’anima del genere musicale che ha abbracciato e ridefinito; “Je so’ pazzo”; “Quando”; “Sara”  tributo dedicato a sua figlia. Il suo contributo al panorama musicale italiano è incalcolabile, e il suo impatto si riflette anche in successi internazionali come “Yes I Know My Way” e “Keep on Movin'”. Pino Daniele ha dimostrato che la musica non conosce confini e può unire persone di diverse culture attraverso il linguaggio universale delle note e dei ritmi.  Ognuna di queste canzoni racconta una storia, porta con sé un’emozione profonda e, in molti casi, riflette l’amore del musicista per la sua città e la sua gente. Musiche che resteranno intramontabili, ideali per qualsiasi humour: dalla felicità, alla malinconia, passando da una dichiarazione d’amore per un proprio figlio, per la propria compagna o per la propria terra. Parole e note messe al posto giusto.
È giusto che egli continui ancora a vivere attraverso chi ogni giorno sceglie di mettere su una sua canzone, ed è anche giusto che i giovani d’oggigiorno inizino ad approcciarsi a lui. Ed è proprio ai giovani che si sta pensando, soprattutto ai ragazzi delle scuole secondarie di Secondo Grado. Le canzoni di Pino Daniele saranno studiate all’interno degli istituti superiori, un progetto che inizierà a breve all’interno dell’Accademia di Santa Sofia a Benevento. Lo scopo del progetto è quello di sensibilizzare i giovani su una serie di aspetti sociali, legati alla città e alla cultura napoletana. Una volta, concluso il progetto ci sarà anche una premiazione: chi sarà selezione potrà vivere l’esperienza di una veri e proprio audizione con esperti del settore per poter partecipare allo Spettacolo finale dell’Accademia di Santa Sofia e potrà confrontarsi sul palco con artisti professionisti.

Putessem esser aller sapendo che ha lasciato una grandissima eredità da conservare come un cimelio: le sue musiche, ma allo stesso contempo, siamo tutti un po’ orfani e continueremo a cercarlo in ogni dove e, allora sì che vale ‘a pena e vivere e suffri’.

Oggi alle ore 12.30 presso il Gran Caffè Gambrinus ci sarà la distribuzione gratuita dei famosi “Pinuccio”, edizione promossa dal deputato Francesco Emilio Borrelli e dal conduttore radiofonico de la Radiazza di Gianni Simioli.

Il deputato Francesco Emilio Borrelli: “Quando ci manchi, Pino. Ricordarlo, anche se per i napoletani è un obbligo morale, è per noi un piacere. È un momento che ci riporta alla bella musica, ai napoletani e alla Napoli che vale. Pino ha decantato la sua città, ma non per compiacere la sua gente perché nel momento opportuno ha saputo anche criticarla. È sempre stato un passo avanti a tutti, lo è tuttora che non c’è più. Ricordarlo è un po’ come riportarlo qui”.

Gianni Simioli, conduttore radiofonico de la Radiazza: “Di Pino ho un bellissimo ricordo. Eravamo amici e l’ho intervistato tantissime volte. Una persona incredibile perché con le sue canzoni ha saputo raccontare il meglio della Napoli del fine ‘900. Oggi nella mia trasmissione, a partire dalle ore 10.00 farò ascoltare a mia nipote di 19 anni le canzoni più significative di Pino Daniele, quelle che hanno fatto la storia. Con la speranza che le nuove generazioni possano avvicinarsi al nostro uomo in blues”.

La cantante napoletana Monica Sarnelli, ricorda: “Avevo 15 anni e la mia casa discografica mi diede un “pass artista” per il backstage. Ero emozionatissima, potevo stare insieme a Pino Daniele, Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo, Joe Amoruso, Tony Esposito, James Senese, e tutti gli altri, e vivere con loro l’entusiasmo di quel concerto in cui, lo si avvertiva ed era quasi palpabile, stava succedendo qualcosa di magico. Mi pareva un sogno”.

Antonio Ucciero, cantante della cover band  “I Toledo” di Pino Daniele: “La perdita di un artista come il grande Pino Daniele è una cosa difficile da mandar giù ,umanamente e musicalmente .9anni dopo abbiamo ancora difficoltà nel pensarla. Mi sento fortunato e onorato nel poter suonare i suoi meravigliosi successi che ci ha lasciato. Un’Eredità da considerare patrimonio UNESCO; dal 2009 infatti con la mia band Toledo portiamo nelle piazze ,nei teatri e club d’Italia il nostro spettacolo tributo “Pino Daniele ,il ricordo di un poeta” .

Rosanna Astengo, speaker radiofonica, autrice e direttrice artistica di AudioLive Fm – musica e cultura: “La musica e i testi di Pino Daniele sono terribilmente attuali, e non mi riferisco solo a brani entrati nel cuore del pubblico come “Napul’è: il senso dell’ ineluttabile in “Terra mia”, il suo modo unico di parlare d’amore restando sempre un po’ ai margini del sentimento, pur vivendolo pienamente. Riascoltavo “carte e cartuscelle” qualche giorno fa, una delle canzoni più romantiche che siano state mai scritte, soprattutto perché la parola amore, fateci caso, non compare mai. Struggente e malinconico, ma vero, come lui. Musicalmente ha avuto il pregio di fare da ponte tra il mediterraneo e l’America.
Il mascalzone latino e l’uomo in blues, le due anime che vivranno per sempre nella storia della canzone d’autore.”

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