NAPOLI – Selezionati i nove finalisti della 66esima edizione del Premio Napoli, storico riconoscimento del panorama letterario nazionale. La giuria tecnica presieduta dall’avvocato Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli, ha indicato le terne finaliste per le tre categorie “Narrativa”, “Poesia” e “Saggistica”.

Per la sezione “Saggistica” sono stati selezionati: Sarah Gainsforth, Airbnb città merce (DeriveApprodi), Luciano Mecacci, Besprizornye (Adelphi), Davide Sisto, Ricordati di me (Bollati Boringhieri).
Per la sezione “Poesia”: Igor Esposito, La memoria gatta (MagMata), Tommaso Giartosio, Come sarei felice (Einaudi), Cesare Viviani, Ora tocca all’imperfetto (Einaudi).
Per la “Narrativa”: Valeria Parrella, Almarina (Einaudi), Remo Rapino, Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio (Minimum Fax), Igiaba Scego, La linea del colore (Bompiani)

I nomi dei candidati sono stati annunciati dallo stesso presidente stamattina, 15 luglio, nel corso della conferenza stampa tenuta nella sede della Fondazione, all’interno di Palazzo Reale. I finalisti sono stati scelti tra 101 libri che si sono candidati quest’anno al Premio Napoli, di cui 49 per la sezione narrativa, 17 per la sezione poesia e 35 per la sezione saggistica.
A decretare i vincitori del Premio Napoli per ciascuna categoria sarà poi la giuria popolare. Saranno infatti gli stessi lettori chiamati a leggere e votare tra i libri finalisti. Distribuiti tra Napoli e provincia, tra scuole e anche nelle strutture carcerarie di Secondigliano e Poggioreale, i comitati di lettura sono motore trainante del Premio e rappresentano una rete di divulgazione letteraria in perenne espansione.
I riconoscimenti saranno consegnati nel corso della consueta cerimonia che si svolgerà a dicembre al Teatro Mercadante.
“Nonostante la pandemia e il lungo periodo di lockdown – ha affermato Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli – abbiamo continuato a lavorare per consolidare il ruolo della Fondazione quale laboratorio di sperimentazione e di riflessione culturale. attraverso attività divenute patrimonio comune della città e dei napoletani. Abbiamo infatti cercato di trasformare il momento di difficoltà anche in un’opportunità. La cultura non deve essere considerata un’arma di distrazione di massa ma deve affinare la sensibilità educando alla bellezza e produrre inquietudine.”

I FINALISTI PREMIO NAPOLI 2020

SEZIONE “SAGGISTICA”
Sarah Gainsforth, Airbnb città merce (DeriveApprodi)
Luciano Mecacci, Besprizornye (Adelphi)
Davide Sisto, Ricordati di me (Bollati Boringhieri)

SEZIONE “POESIA”
Igor Esposito, La memoria gatta (MagMata)
Tommaso Giartosio, Come sarei felice (Einaudi)
Cesare Viviani, Ora tocca all’imperfetto (Einaudi)

SEZIONE “NARRATIVA”
Valeria Parrella, Almarina (Einaudi)
Remo Rapino, Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio (Minimum Fax)
Igiaba Scego, La linea del colore (Bompiani)

I PREMI SPECIALI E LA GIURIA TECNICA
Alle tre sezioni votate dai giudici lettori si affiancheranno le categorie speciali: “Internazionale” e “Cultura” cui si aggiunge il premio “Napoletani Illustri” e quello “Scrittori per l’Europa”. In queste categorie a indicare i vincitori sarà soltanto la giuria tecnica presieduta da Domenico Ciruzzi e formata da quindici membri: gli scrittori Wanda Marasco, Lorenzo Marone e Antonella Cilento, l’autore e critico televisivo Stefano Balassone, lo sceneggiatore e regista Maurizio Braucci, i giornalisti Antonio Gnoli e Antonio Tricomi, i giuristi Alfredo Guardiano e Sergio Moccia, il medico e poeta Eugenio Lucrezi.
Diversi i docenti universitari in giuria: Chiara Ghidini (Università L’Orientale di Napoli), Massimo Fusillo (Università degli Studi dell’Aquila), Bruno Moroncini (Università degli Studi di Salerno), Ermanno Paccagnini (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Matteo Palumbo (Università di Napoli Federico II), Monica Ruocco (Università L’Orientale di Napoli), Pasquale Sabbatino (Università di Napoli Federico II) e Paola Villani (Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa).

LA GIURIA POPOLARE
La diffusione capillare dei comitati di lettura, distribuiti su territorio cittadino, regionale e nazionale, nelle strutture carcerarie di Secondigliano e Poggioreale, sono motore trainante e costituente una rete di divulgazione letteraria in perenne espansione. I gruppi di lettura sono interlocutori privilegiati nella programmazione culturale del Premio Napoli, con una vasta maggioranza di studenti delle scuole superiori, distribuite tra il centro e la periferia cittadina.
Il compito del giudice lettore consiste nel ritirare i libri della sezione prescelta nella sede della Fondazione Premio Napoli. Ha l’obbligo di leggerli e di assegnare via web un singolo voto per uno dei testi finalisti. È possibile esprimere la propria preferenza anche recandosi nella sede della Fondazione e accedendo alla modalità di votazione elettronica assistita. I giudici lettori, inoltre, possono partecipare agli incontri con gli autori e ad altri eventi organizzati dalla Fondazione, nonché farsi promotori di idee e progetti da sottoporre per la valorizzazione della lettura e delle iniziative culturali.
Ogni giudice lettore ha avuto la facoltà di iscriversi per una sola sezione: “Narrativa”, “Poesia” o “Saggistica”.

LA STORIA E LE ATTIVITÀ SOCIAL DEL PREMIO NAPOLI
Nato nel 1954, il Premio Napoli ha insignito prestigiosi autori della storia culturale contemporanea. Costituisce un unicum nel panorama culturale italiano, sia perché, a differenza di altri riconoscimenti promossi da privati, è promosso da una Fondazione costituita da soggetti pubblici (Comune di Napoli, Regione Campania, Città metropolitana, Camera di Commercio), sia perché animato da migliaia di “giudici lettori”.
Per coinvolgere un pubblico sempre più social, la Fondazione ha attivato i canali Facebook (che conta più di 6mila iscritti), Twitter (l’hashtag ufficiale è #PremioNapoli), YouTube, Instagram, Telegram, LinkedIn e Goodreads, il social network dedicato ai libri. La Fondazione si avvale anche della collaborazione di una vasta rete di bookblogger e booktuber con progetti quali “Blogger leggono il Premio Napoli”.

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