SempreVerdi, le eroine di Verdi tra canto e parola

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Compositore e uomo di teatro, Giuseppe Verdi è il nome che, ancora oggi e ovunque nel mondo, incarna l’opera italiana.

Proprio a lui, a centoventicinque anni dalla scomparsa, è dedicato il nuovo appuntamento autunnale del Maggio della Musica. Domenica 1° novembre, alle ore 11, al Museo Darwin-Dohrn, andrà in scena SempreVerdi, racconto in musica e parole che intreccia sei arie d’opera con le lettere del compositore e con riflessioni originali indotte dalla sua vicenda artistica.

Dopo l’apertura del contest “Maggio del Pianoforte”, la stagione dell’associazione presieduta da Luigia Baratti, con la direzione artistica di Stefano Valanzuolo, affida il racconto di Giuseppe Verdi al soprano Raffaella Ambrosino, al pianista Francesco Pareti e all’attrice Patrizia Spinosi.

SempreVerdi attraverserà trentaquattro anni di teatro verdiano, dal 1853 al 1887, e sei figure femminili protagoniste delle più grandi opere del compositore.

Si parte dalla Forza del destino con Pace, pace mio Dio. La preghiera sospesa di Leonora, tratta dal quarto atto, sarà banco di prova per la voce di Raffaella Ambrosino, perfezionatasi all’Accademia del Teatro alla Scala e diretta, tra gli altri, da Zubin Mehta e Riccardo Muti.

Ritorna vincitor condurrà il pubblico nel contrasto tra sfera pubblica e tumulto privato che regge l’Aida, mentre con l’Ave Maria, tratta dal quarto atto di Otello, si arriverà al Verdi dello stile tardo, il più tragico. L’aria di Desdemona sarà interpretata da Ambrosino che, proprio negli anni milanesi, si è messa in luce anche come attrice shakespeariana al Nuovo Teatro Piccolo.

Dai virtuosismi di D’amor sull’ali rosee, dal Trovatore, si passerà poi a Un ballo in maschera. Dall’opera, originariamente commissionata dal San Carlo di Napoli ma bloccata dalla censura borbonica, sarà eseguita Morrò, ma prima in grazia, la supplica con cui Amelia chiede di rivedere il figlio un’ultima volta. A chiudere il programma della mattinata, Addio del passato, dal terzo atto della Traviata.

Accogliendo appieno la lezione di Verdi, che in più di un’occasione ha lasciato entrare la parola detta nelle sue opere, SempreVerdi alternerà le celebri arie a citazioni tratte dall’epistolario verdiano e a riflessioni originali recitate da Patrizia Spinosi, che per vent’anni ha lavorato nella compagnia di Roberto De Simone.

SempreVerdi

Raffaella Ambrosino, soprano

Francesco Pareti, pianoforte

Patrizia Spinosi, voce recitante

 

Giuseppe Verdi (1813 – 1901)

Pace mio Dio

 “La forza del destino” (libretto di F. M. Piave, 1862)

Ritorna vincitor

“Aida” (libretto di A. Ghislanzoni, 1871)

Ave Maria

“Otello” (libretto di A. Boito, 1887)

D’amor sull’ali rosee

“Il trovatore” (libretto di S. Cammarano, 1853)

Morrò ma prima in grazia

“Un ballo in maschera” (libretto di A. Somma, 1859)

Addio del passato

“La traviata” (Libretto di F. M. Piave, 1853)

Testi recitati di Giuseppe Verdi e di Patrizia Spinosi

Raffaella Ambrosino viene avviata alla musica dallo zio, Primo oboe dei Berliner Philharmoniker. Dopo gli studi al Conservatorio di Milano, debutta giovanissima dal Teatro Massimo di Palermo ne La serva Padrona. Si perfeziona a Milano, all’Accademia del Teatro alla Scala, dove si mette in evidenza anche come attrice shakespeariana al Nuovo Teatro Piccolo. Come cantante viene diretta da Mehta, Oren, Muti, Palumbo, Jurowski, Bareza, Pehlivanian, Rizzi Brignoli e Garrido, ospite del Teatro San Carlo di Napoli, Carlo Felice di Genova, Petruzzelli di Bari, Maggio Fiorentino, Verdi di Salerno. È Direttore artistico dell’Associazione “Maria Malibran”, impegnata nella diffusione del Settecento napoletano e in attività di alta formazione lirica. Dal 2019 è solista dell’Ensemble barocco “Luigi Vanvitelli”, presso il Teatro Verdi di Salerno. È Direttore artistico del progetto AMI (Attività Musicali Inclusive), nato nel nome di Ezio Bosso ed Enrico Caruso; del Premio “Pensavo fosse un tenore, invece era Caruso”; del Concorso lirico internazionale “Maria Malibran”. È stata protagonista. al Campania Teatro Festival, delle produzioni La mistica del cosmo e Il sogno di Burney, quindi produttrice e protagonista degli spettacoli MaternaMente, Nannarella, Ventris Tui e di intermezzi barocchi di scuola napoletana. Del 2023 è lo spettacolo Omaggio a Maria Callas, per l’Associazione “Domenico Scarlatti”. Nel 2024 debutta, al Teatro Romano di Benevento, il ruolo di Suor Angelica di Puccini e si propone, con l’Orchestra Internazionale della Campania, nei ruoli di Manon Lescaut e Butterfly. Nel 2025 debutta i ruoli di Liù (in Turandot) per il Maratea Opera Festival, Santuzza (Cavalleria rusticana) per il Sicilia Classica Festival e Violetta (La traviata) per la stagione lirica invernale di Benevento.

Francesco Pareti ha conseguito al Conservatorio di Napoli i diplomi di Pianoforte, Clavicembalo, Musica corale e Direzione di coro; al Conservatorio di Perugia ha conseguito il diploma di secondo livello in Pianoforte storico. Ha collaborato per tredici anni come Maestro sostituto con il Teatro di S. Carlo, ricoprendo nel 1999 la carica di Maestro del Coro. Ha successivamente collaborato con l’Associazione A.N.C.E.M. per l’esecuzione di oratori e opere nel circuito delle ville vesuviane; con il Coro Lirico di Lecce, al Teatro Politeama Greco di Lecce; con il Pompei Opera Festival. Si propone regolarmente sia in recital solistici sia al fianco di strumentisti, cantanti e complessi corali. Ha promosso il recupero e riutilizzo di strumenti premoderni, oltre a frequentare masterclass con Malcolm Bilson e Alexei Lubimov. Ha tradotto in italiano un importante trattato di Sandra P. Rosenblum, pubblicato col titolo “Prassi esecutive della musica pianistica dell’epoca classica” (LIM, 2014). È stato docente di Pianoforte in vari conservatori italiani.

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