Teatri, al Mercadante in scena lo sciopero del settore

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“Il teatro si ferma, i diritti no!”: con questo slogan le lavoratrici ed i lavoratori dei Teatri napoletani si sono ritrovati questa mattina davanti al Teatro Mercadante di Napoli per lo sciopero indetto da Slc Cgil, Flaei Cisl e UilFpc Uil dopo la rottura del tavolo con Federvivo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, che andava avanti da due anni. In piazza a Napoli attori, attrici e maestranze per manifestare le difficoltà di chi lavora in questo settore.

“Purtroppo – ha spiegato Alessio Cusitore, Rsu della Slc Cgil al Teatro Stabile di Napoli – è una brutta abitudine del nostro settore, e anche di altri settori, quella di non tenere in considerazione i diritti dei lavoratori e i rinnovi contrattuali, che arrivano sempre in ritardo rispetto alle scadenze. Noi abbiamo un contratto scaduto nel 2021 – ha ricordato – e ad oggi sediamo a un tavolo nel quale non riusciamo nemmeno a farci riconoscere gli aumenti dell’inflazione degli anni scoperti dal rinnovo. Per questo motivo, la scelta è quella di scioperare: noi lavoratori del teatro non siamo differenti da altre categorie, le nostre condizioni salariali sono uguali a quelle di altri settori, non siamo dei privilegiati ed è arrivato il momento che ci diano ascolto e restituiscano potere d’acquisto, perché il problema del carovita – ha concluso – riguarda tutti i settori lavorativi italiani”.

Dopo gli scioperi di questa settimana, il 9 novembre a Roma è in programma una manifestazione nazionale promossa dai sindacati di categoria. “Il contratto nazionale – ha ricordato Arduino Speranza, responsabile della produzione culturale della Slc Cgil Napoli e Campania – non viene rinnovato da otto anni e al tavolo della trattativa, in un momento così complicato per la nazione e per tutti i lavoratori, la controparte ha deciso di non aumentare le cifre se non in maniera esigua. In più, per quanto riguarda i teatri stabili, hanno deciso di non compensare quello che negli ultimi otto anni non è stato dato ai lavoratori e noi – ha concluso – troviamo che sia assurdo non dare quello che spetta ai lavoratori”.

Per la segretaria generale Slc Cgil Napoli e Campania, Giulia Guida, quella di oggi “è una giornata molto importante perché, ancora una volta, le controparti dimostrano di non rispettare realmente le tante maestranze e le tante professionalità presenti nel settore, sia da un punto di vista economico che da un punto di vista normativo. Questi lavoratori – ha evidenziato – vivono già una forte precarietà in termini di discontinuità del lavoro ed oggi la proposta economica di FederVivo è del tutto irrisoria rispetto ad un contratto scaduto ormai dal 2018. Continuiamo a pensare che un prodotto culturale non può che evidenziare anche una qualità delle condizioni di lavoro e per questo oggi siamo in piazza tutta Italia”.

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