NAPOLI – Giunge al termine la VI edizione di Accogliere Ad Arte, che dal 2016 a oggi ha già coinvolto oltre 1500 persone – tra tassisti, vigili urbani, dipendenti del trasporto pubblico e privato, custodi dei siti d’arte, personale alberghiero e portuale, ristoratori e agenti di viaggio – in un percorso di conoscenza del patrimonio culturale con oltre 400 visite guidate nei luoghi d’arte della città.

Coordinato da Progetto Museorealizzato con il contributo per la promozione culturale della Regione Campania (L.R. n. 7/2003), e promosso da una rete di Musei, Accogliere Ad Arte punta a migliorare l’accoglienza ai turisti facendo incontrare il patrimonio d’arte con le categorie professionali che per prime danno il benvenuto in città ai visitatori, per renderli i primi e più appassionati portavoce e custodi consapevoli.

Il 14 dicembre alle ore 16.30 presso la sede di dotfog (via Nuova Pizzofalcone, 2 – Napoli) chiude l’iniziativa un workshop che mette a confronto alcuni partecipanti di Accogliere Ad Arte Napoli con quelli provenienti dalle diverse città italiane, Brindisi, Matera, Procida, dove il progetto è stato esportato negli ultimi anni, allo scopo di fornire a tutti, napoletani e non, gli strumenti per capire le radici profonde da cui scaturiscono le differenze della produzione artistica nelle diverse regioni d’Italia e cogliere nessi e connessioni fra storie, culture e umanità spesso solo apparentemente diverse.

Partecipano al workshop anche alcuni rappresentanti della polizia municipale di Torino, sezione IX Nizza Lingotto, per presentare l’esperienza virtuosa di valorizzazione della loro sede dove un tempo si produceva il Chinino.

Perché un’opera d’arte, una chiesa, un monumento, realizzati nella stessa epoca, pur avendo lo stesso soggetto o la stessa funzione, hanno nelle città italiane forme e stili diversi? Come si raccontano un’opera e anche una città a persone nate in altri contesti e con formazioni culturali differenti? A queste domande si cercherà di dare risposta. Partendo dalla lettura e dall’analisi di alcune delle Fiabe italiane raccolte da Italo Calvino, i partecipanti al workshop selezioneranno un luogo e un’opera fra quelli precedentemente visitati che possano raccontare la città con il giusto taglio narrativo. I lavori saranno ripresi per farne un breve documentario.

È previsto inoltre l’intervento di Girolamo de Miranda, docente di Lettere e Filosofia, intitolato “Saper raccontare storie. Le Fiabe italiane di Italo Calvino”, mentre Marialuisa Firpo leggerà delle fiabe di alcune Regioni d’Italia.

I nessi e le connessioni tra arte e letteratura sono stati al centro dell’edizione di quest’anno di Accogliere Ad Arte, che ha utilizzato come punto di partenza e filo conduttore le Fiabe Italiane di Italo Calvino. Un veicolo per discutere delle diversità e, al contempo, delle analogie, per riflettere sul ruolo fondamentale della cultura nel superare barriere e differenze e per accrescere infine il senso di appartenenza a un’unica storia comune fatta di tante storie diverse, una preziosa eredità da custodire e tramandare. Obiettivo principale è riflettere sul presupposto che attraverso la cultura si possono superare le barriere e le differenze, considerando la storia dei luoghi e il patrimonio culturale come strumenti fondamentali per la reciproca comprensione.

“Le cinque edizioni di Accogliere Ad Arte, insieme a quelle svolte a Matera, Procida e Brindisi, hanno contribuito a disseminare conoscenza, interesse, cura per il patrimonio culturale dei luoghi coinvolti. Oggi nasce forte l’esigenza di incrociare queste esperienze e anche di chiedersi: può un’opera d’arte, un luogo esprimere in modo diretto le caratteristiche di un territorio agevolandone la comprensione? Far incontrare le stesse categorie professionali di regioni diverse attraverso il racconto del patrimonio può servire a contenere le differenze e le diffidenze? Partendo dalle Fiabe italiane di Calvino i partecipanti saranno spinti a riflettere su differenze e assonanze. Spesso le Fiabe hanno storie simili, ma diverse sono le ambientazioni, i dialetti, i detti, anche i contesti e i profumi o i sapori. Ma la sostanza è la stessa”. – spiega Francesca Amirante, Presidente dell’Associazione Progetto Museo.

In questi anni Accogliere ad Arte è stato promosso e ospitato da oltre 20 musei cittadini (tra questi Catacombe di San Gennaro, Museo Cappella Sansevero, Museo  Archeologico Nazionale di Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Parco Archeologico dei Campi  Flegrei); ha coinvolto oltre 16 partner, tra associazioni di categorie, aziende e università (Federalberghi Napoli, Unione Industriali, Gesac – Aeroporto di Napoli, tutti i Consorzi  taxi presenti in città, ANM – Azienda Napoletana Metropolitana, EAV – Ente Autonomo Volturno, Autorità di  Sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, Università Federico II, Cooperativa 25 giugno, Reale Mutua).

Negli ultimi anni, inoltre, Accogliere Ad Arte ha arricchito il percorso di conoscenza del patrimonio culturale e di cittadinanza attiva, abbinando alle visite guidate nei luoghi d’arte ulteriori strumenti, quali i Dialoghi di Comunità, realizzati ogni anno con il contributo di Regione Campania, e i podcast Taxi.  Storie per le vie di Napoli, realizzati con il contributo di Reale Mutua Regione Campania, e fruibili da chiunque, cittadini e turisti.

Nel 2019, Accogliere Ad Arte ha vinto il premio nazionale Federculturenella sezione “Valorizzazione del territorio e impatto sociale”. Oggi sono diverse le realtà con cui Progetto Museo collabora per replicare il modello su altri territori, nel rispetto delle identità e delle esigenze locali. Nel 2022 Accogliere Ad Arte è stato realizzato a Matera, in collaborazione con Confguide Matera, a Procida, nell’ambito di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022, e nel 2023 a Brindisi, in collaborazione con l’Associazione Le Colonne. Sono stati avviati contatti anche con Abbonamento Torino Musei per la città di Torino e con Museo City di Milano.

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