NAPOLI – La rete autostradale italiana in questo 2024 compie un secolo di vita. Cento anni di sviluppo economico del Paese, di cui l’infrastruttura autostradale è stata motore e fattore abilitante, ricoprendo, allora come oggi, un ruolo strategico e insostituibile per la mobilità delle merci e delle persone. Oggi siamo entrati in una nuova “rivoluzione” della mobilità, a partire dalla Campania. Questi i temi al centro dell’incontro che si è svolto questa mattina, a Napoli, nel centro congressi dell’Università Federico II, a cui hanno partecipato, tra gli altri, l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi, e il sindaco di Napoli e della Città metropolitana, Gaetano Manfredi.

Un confronto a partire dal testo “La Rivoluzione della mobilità sostenibile parte dalle autostrade. Sicure, digitali, decarbonizzate”, edito dal Sole 24 Ore e realizzato in collaborazione con Politecnico di Milano, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Università degli Studi di Napoli Federico II, Cnr Stems, Autostrade per l’Italia, Cdp, Enea, Eni, Rse – Ricerca sistema energetico e Snam.

“Il nostro studio, frutto di una sinergia tra operatori di settore, attori del sistema economico e del mondo accademico dimostra chiaramente – ha spiegato Tomasi – la crucialità della rete autostradale nel nostro Paese, un’infrastruttura capillare attorno alla quale si sono sviluppati i principali settori industriali italiani. Un orgoglio della nostra ingegneria negli anni del boom economico che oggi ci offre la possibilità di vincere una nuova grande sfida. Una rivoluzione positiva per traghettare la rete nel futuro, rendendola verde, digitale, sempre più sicura e performante: un impegno che, come gruppo, stiamo portando avanti in modo integrato proprio a partire da questo territorio”.

Il parco auto italiano è rappresentato da circa 40 milioni di veicoli. Oggi circa il 90% degli spostamenti quotidiani di merci e circa l’85% di spostamenti di persone avviene su gomma. Numeri che confermano da un lato la strategicità della rete autostradale per il tessuto economico del Paese, dall’altro l’esigenza di una riflessione generale sulla modernizzazione e rigenerazione della rete, per allungarne la vita utile e la sua capacità di resistere allo stress a cui viene sottoposta quotidianamente.

“C’è veramente tanto da fare – ha sottolineato il professore di Pianificazione dei Sistemi di Trasporto dell’Università degli Studi di Napoli Federico II Ennio Cascetta – per conservare il valore che le autostrade hanno per il nostro Paese, per estenderlo ai prossimi 50 anni e accompagnare le rivoluzioni che nei prossimi decenni ci saranno nel trasporto su strada”.

È un patrimonio complesso, senza eguali nel panorama europeo, che solo in Campania – per quanto riguarda i tratti in gestione al gruppo Aspi – è composto di oltre 300 km di rete, tra A1, A16, A30 e Tangenziale di Napoli, caratterizzati da circa 50 km di infrastrutture principali quali ponti, viadotti e gallerie. Una rete soggetta a un costante incremento di traffico, in alcune tratte prossimo al livello di saturazione.

In Campania, il traffico complessivo annuo sui tratti in gestione ammonta a più di 5 miliardi di chilometri percorsi: come fare 342 volte il giro del mondo ogni giorno. Sulla A1 il flusso giornaliero medio è pari a circa 60mila veicoli, sulla A30 a circa 45mila veicoli e sulla A16 a circa 26mila veicoli.

La Tangenziale di Napoli, inoltre, risulta sicuramente tra le tratte più trafficate d’Italia con flussi medi giornalieri di circa 113mila veicoli, più del doppio dei volumi medi di rete ASPI, e picchi fino a 138mila veicoli. In particolare, la Tangenziale di Napoli, si conferma un vero e proprio laboratorio per la messa a terra di soluzioni pensate nell’ottica della mobilità sostenibile. Infrastruttura strategica costruita negli anni Settanta, con i suoi 20,2 km è tra le più attraversate quotidianamente in Italia. Attualmente il Gruppo su questo tratto sta portando avanti, oltre a molteplici interventi di ammodernamento su viadotti, gallerie e barriere di sicurezza, una serie di interventi di innovazione tecnologica che vanno dai sofisticati sistemi di monitoraggio delle infrastrutture a diverse tecnologie per potenziare la sicurezza, il comfort di guida e la sostenibilità.

“Consideriamo questo territorio un’officina di innovazione – ha evidenziato Tomasi -. Dall’Autostrada del Sole alla Tangenziale, uno dei tratti più trafficati d’Italia, la Campania si conferma tra i principali campi di prova per la messa a terra di soluzioni all’avanguardia e un piano di ammodernamento in piena realizzazione”.

“La Tangenziale è un’infrastruttura molto importante per la città – ha detto Manfredi -, rappresenta un elemento di collegamento imprescindibile rispetto a quella che è la mobilità in una grande area metropolitana come la nostra. È chiaro che noi abbiamo la necessità di fare ulteriori potenziamenti. C’è un accordo per interventi sulla rete già esistente, di miglioramento dell’impatto ambientale, di introduzione di sistemi alternativi di rifornimento per le automobili, di riduzione del rumore, di incremento della sicurezza”.

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