NAPOLI – “Il ruolo dell’organo di controllo nella crisi d’impresa è il fulcro dell’intera procedura. L’entrata in vigore della norma che la regolamenta sottolinea l’importanza di questo istituto che non è una procedura concorsuale ma uno strumento indispensabile per evitare la débacle delle aziende colpite duramente dalla crisi economica conseguente l’emergenza sanitaria del Cocid-19”. Lo ha detto Eustachio Quintano, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Matera, nel corso del webinar “L’esperto negoziatore della crisi d’impresa” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.
“Nell’ultima relazione di Bankitalia è stato sottolineato come, al diminuire dei fallimenti nel 2021 in seguito alle moratorie adottate dal governo in piena emergenza Covid, si attenda per il 2022 un incremento degli stessi con circa 6500 imprese coinvolte. E’ necessario – ha aggiunto – intervenire subito, il primo passo per l’attuazione della norma è proprio quello di procedere alla formazione e alla successiva individuazione di professionisti esperti negoziatori della crisi d’impresa. Una frontiera nuova che consente ai professionisti nuovi sbocchi lavorativi e, soprattutto, di assistere le aziende nella riduzione del ricorso alle procedure concorsuali maggiori. Laddove l’organo di controllo riscontrasse la possibilità per l’azienda di poter accedere alla negoziazione concordata, deve procedere con la massima tempestività. Ed è in questo momento così delicato – ha concluso Quintano – che il professionista deve farsi trovare pronto”.
Il numero uno della Cnpr ha sottolineato come sia stata meritoria l’iniziativa adottata dall’Odcec di Matera nel dare vita al corso di formazione per Esperti negoziatori: “Un seminario – ha evidenziato Pagliuca – che consente di aprire nuove importanti prospettive di lavoro per i professionisti. Organizzato in un clima di collaborazione, con il contributo dell’associazione ‘ADR e Crisi’, è stato realizzato un progetto con grande entusiasmo e concretezza. Prova ennesima che siamo una categoria capace di attivarsi e risolvere i problemi”.
I dettagli dell’iniziativa sono stati evidenziati da Elbano de Nuccio, numero uno dell’Odcec di Bari e direttore dell’Osservatorio sulla Gestione della Crisi d’impresa della Libera Università del Mediterraneo: “Per la realizzazione di questo corso è stato fatto un lavoro serio e grazie al sacrificio di tanti si è dato un impulso determinante per il riconoscimento del ruolo di estrema centralità che viene riconosciuto a noi professionisti all’interno del Dl sulla composizione negoziata della crisi d’impresa. Soprattutto nell’ambito di supporto per il popolamento degli elenchi tenuti dalle Camere di commercio. E’ bene ricordare che la richiesta di iscrizione può essere presentata in costanza dello svolgimento del corso di formazione stesso. Gli Ordini, destinatari di migliaia di richieste, dovranno coordinare questo processo e la costituzione delle Commissioni di valutazione delle singole domande. Entro il 15 dicembre prossimo – ha proseguito de Nuccio – il percorso formativo dovrà essere ultimato. Un riconoscimento, quello della figura di esperto negoziatore, che attribuisce un ruolo complesso, a metà strada tra mediatore e attestatore. Per il quale è necessario acquisire le necessarie competenze sia sul fronte della negoziazione che su quello del rafforzamento delle responsabilità dei commercialisti nelle responsabilità legate alla presenza negli organi di controllo delle aziende”.
Il lavoro per la predisposizione del corso ha registrato la collaborazione dell’associazione “ADR e Crisi”, presieduta da Antonino Trommino, il quale nel corso del webinar ha rimarcato: “Per la prima volta abbiamo riunito 50 ordini territoriali per dare la possibilità di ottenere il requisito di ‘Esperto negoziatore indipendente’. Un allargamento della figura professionale realizzato nella consapevolezza che i professionisti, liberi da qualunque vincolo, possono offrire un contributo determinante per superare la crisi economica legata alla pandemia. La partecipazione di quasi 6mila persone all’evento, e tanti altri sono purtroppo rimasti esclusi per i limiti nella gestione della piattaforma, è già un segnale importante. L’iscrizione al corso è consentita a chi ha almeno 5 anni di iscrizione all’albo e deve aver maturato esperienza nel campo della ristrutturazione aziendale e della mediazione. Ci sono ancora delle storture da sistemare. Ad esempio – ha osservato Trommino – sul requisito delle esperienze in campo di ristrutturazione aziendale si rischia di impedire l’accesso a molti professionisti e aver esteso l’obbligo di rappresentare questa esperienza in concreto rischia di pregiudicare l’iscrizione all’albo. Stiamo segnalando agli addetti ai lavori che questo meccanismo venga superato. Così come nella norma che governa l’istituzione di questa figura ci sono altri punti da chiarire e stiamo interloquendo con deputati e senatori per eliminare tutti i limiti previsti per l’accesso all’elenco”.
L’importanza della formazione è stata ripresa anche da Gabriella Viggiano, consigliera dell’Odcec di Matera: “La deontologia professionale è determinante per gli iscritti. Per i commercialisti si pone l’accento sul dover mantenere sempre aggiornata la competenza per garantire prestazioni di livello elevato. Il professionista non deve accettare incarichi laddove non ha adeguata preparazione. La formazione professionale continua è svolta proprio nell’interesse dei destinatari che trovano però un limite se non vengono riconosciute poi esclusive ai commercialisti. Ci sono molte attività che vengono svolte da chiunque ritenga di esserne capace e questo non va bene. Viene a mancare la garanzia dell’interesse pubblico. I commercialisti, proprio perché professionisti, sono costantemente impegnati a mantenersi aggiornati, formati e qualificati per rispondere alle esigenze del mercato ma soprattutto alla passione con la quale svolgono la professione. Cercano di acquisire sempre nuove competenze – ha concluso la consigliera Viggiano -, consapevoli del valore del ruolo che svolgono in particolare in questo periodo di pandemia e post pandemia”.

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