NAPOLI – L’emergenza sanitaria ha costretto una buona parte delle famiglie a passare molto tempo tra le mura domestiche, modificando radicalmente le proprie abitudini sociali e il modo di vivere la casa. Ma le abitazioni in Campani sono adeguate a fronteggiare questa situazione? Secondo l’analisi di Abitare Co., società attiva nell’ambito dell’intermediazione immobiliare, le famiglie campane hanno a disposizione una superficie media di 120,3 mq[1] (la media nazionale è di 117 mq). Tra le 12 grandi città italiane sono i milanesi ad avere la minore superficie media (88 mq), seguiti dai torinesi (91 mq), dai bolognesi (96 mq) e dai genovesi (99 mq), mentre a Napoli è di 102 mq.

Al di là delle medie statistiche, il dato sulla superficie vale per tutti? Su questo la fotografia di Abitare Co. mostra aspetti meno rosei. Secondo l’ultimo censimento Istat [2], oltre un terzo (34,2%) delle abitazioni campane occupate da persone residenti è al di sotto degli 80 mq e il 13,9% non raggiunge i 60 mq. Tra le province, la percentuale di case inferiori a 80 mq è più alta a Napoli (41%).

E i nuclei numerosi? Oltre un quarto delle abitazioni (26,1%) occupate da più di 4 persone è inferiore a 80 mq, ma con un’incidenza che arriva a ben il 34% nella provincia di Napoli.

Abitazioni, quindi, sovraffollate: nel 2018, sempre secondo i dati dell’Istat [3], ben il 27,8% dei campani, pari a quasi 1.952.000 cittadini, viveva in questa condizione. Un dato comunque migliore rispetto alle regioni come le Marche (41,2%), l’Umbria (37,7%) e l’Abruzzo (37,4%).

Ma oltre al sovraffollamento si aggiunge anche la carenza dei servizi primari e strutturali. Anche se rispetto al 2014 c’è stato un significativo miglioramento, nel 2018 oltre 856.500 cittadini in Campania (14,7% della popolazione) vivevano in abitazioni con problemi strutturali o di umidità.

Inoltre, ritornando al censimento del 2011, nelle abitazioni campane occupate da persone residenti, oltre 46.200 case erano senza acqua potabile e oltre 29.200 senza acqua calda, più di 460.000 non avevano un impianto di riscaldamento, in oltre 3.800 si registrava l’assenza di un gabinetto e in quasi 18.600 nessun impianto doccia e/o vasche da bagno.

Ultimo aspetto che in questo periodo ha un ruolo importante per le famiglie in quanto consente di avere un contatto con l’esterno, riguarda la presenza di balconi, terrazzi e giardini di proprietà [4]. Se la maggior parte sono senza dubbio “fortunati”, nel 2019 c’era comunque il 14,2%, pari a 309.000 famiglie, che non disponeva di questi “benefit”.

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