Il Mediterraneo come opportunità, il Mezzogiorno come piattaforma strategica per l’Europa e la Campania come territorio da cui rilanciare una nuova centralità del Sud. È questa la prospettiva emersa a Pontecagnano Faiano nel corso di “Sud, Europa e Mediterraneo”, l’iniziativa promossa e organizzata dalla Fondazione Super Sud ETS, AICCRE e Associazione Sud 20/40, che ha riunito istituzioni, università, scuola, imprese e società civile. A indicare nella centralità mediterranea dell’Italia una delle principali leve per il futuro è stato il Nunzio Apostolico in Italia, S.E.R. Mons. Edgar Peña Parra.
“Il nostro Paese, l’Italia, è come un enclave bagnato da tutte le parti dal Mediterraneo, pertanto, senz’altro è una delle grandi opportunità per andare avanti”, ha sottolineato, richiamando la necessità di guardare al Mediterraneo non soltanto attraverso le emergenze, ma come spazio di relazione, cooperazione e crescita. Una prospettiva che deve tradursi in una maggiore capacità del Mezzogiorno di essere connesso all’Europa e ai mercati internazionali.
Il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Tullio Ferrante ha sottolineato che “il Mezzogiorno può svolgere un ruolo decisivo nelle rotte commerciali del Mediterraneo, trasformando la propria centralità geografica in sviluppo, investimenti e occupazione”. Una sfida che passa, ha spiegato, dalle infrastrutture, dalla logistica e dalla digitalizzazione, con particolare riferimento agli investimenti sulla Napoli-Bari e sulla Salerno-Reggio Calabria.
Sul rapporto tra Mezzogiorno ed Europa si è concentrato anche il contributo della presidente nazionale AICCRE Milena Bertani, che ha ribadito la necessità di rafforzare il ruolo dei territori meridionali nella dimensione europea, valorizzando il rapporto tra istituzioni locali, comunità e politiche europee. Una prospettiva condivisa da Francesco Pastore, presidente di AICCRE Campania, che ha richiamato il valore della cooperazione territoriale e della dimensione europea come strumenti per costruire nuove opportunità per il Mezzogiorno.
Il tema della centralità del Sud è stato rilanciato dal presidente onorario della Fondazione Super Sud Giovanni D’Avenia, che ha posto l’accento sulla necessità di riportare la questione meridionale nell’agenda politica nazionale ed europea. “A seguito di una debolezza della politica nazionale e regionale, il Sud deve tornare prioritario nell’agenda europea, perché la questione meridionale non riguarda soltanto il Mezzogiorno, ma fa comodo all’Italia e all’Europa”, è il senso del suo intervento.
D’Avenia ha inoltre sottolineato il valore del ruolo della Chiesa nel riaprire una riflessione sulla questione meridionale, in un percorso nel quale istituzioni, scuola e giovani possono tornare a essere protagonisti. Una prospettiva che parte dalla necessità di superare una visione del Mediterraneo legata esclusivamente all’emergenza e di riconoscerlo, invece, come uno spazio di opportunità economiche, culturali e sociali.
Al centro del confronto anche la questione dei giovani e della possibilità di costruire il proprio futuro nei territori d’origine. D’Avenia ha rilanciato il tema della restanza come scelta e non come imposizione: “Questi ragazzi hanno diritto di restare a vivere dove sono nati, hanno diritto di trovare delle opportunità di lavoro adeguate alle loro aspettative”.
Una posizione condivisa dal sindaco di Pontecagnano Faiano Giuseppe Lanzara, che ha sottolineato come l’obiettivo non debba essere “trattenere” i giovani, ma metterli nelle condizioni di scegliere: “Un ragazzo, un giovane deve poter decidere se rimanere o andare via, poter decidere di investire su questo territorio, avere un’opportunità, crearsi una famiglia, crescere anche dal punto di vista imprenditoriale qui al Sud”.
Dai quattro tavoli dedicati ad aree interne e piccoli borghi, sostenibilità, restanza e rapporto tra giovani e istituzioni è emersa una direzione comune: rafforzare la capacità dei territori di generare opportunità, collegando infrastrutture, imprese, formazione e nuove generazioni. Un’agenda nella quale il Sud non sia più soltanto destinatario di politiche di sviluppo, ma protagonista di una strategia che tenga insieme infrastrutture, lavoro, giovani, territori e cooperazione nel Mediterraneo. Nel corso della tavola rotonda “Sud, Europa e Mediterraneo”, Giuseppe Parente, presidente della Provincia di Salerno; Antonio Visconti, presidente ASI Salerno; Carmine Pinto, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici (DIPSUM) dell’Università degli Studi di Salerno; e Raffaele Sibilio, responsabile scientifico della Fondazione Super Sud, hanno condiviso la necessità di restituire al Mezzogiorno un ruolo centrale nelle strategie europee e mediterranee, valorizzandone le potenzialità infrastrutturali, economiche e culturali. Una visione comune che individua nella cooperazione tra territori, negli investimenti e nel collegamento con i mercati internazionali le leve per trasformare la centralità geografica del Sud in sviluppo, crescita e occupazione.














