NAPOLI – “La moda è un settore fondamentale nell’ottica della sostenibilità poiché è uno dei settori più inquinanti con il suo 20% di emissioni totale di co2. Ogni anno i negozi di abbigliamento di tutto il mondo buttano tonnellate di capi invenduti con uno spreco enorme di risorse, 79.000 miliardi di litri d’acqua e oltre 90 milioni di tonnellate di rifiuti da smaltire Da tempo è iniziato un percorso di allineamento con i nuovi standard europei con progetti interessanti e attuabili come, ad esempio, la previsione di un codice Qr per ogni capo in modo tale che leggendo il codice si capisca se il capo sia stato prodotto con criteri che rispettano gli standard di sostenibilità o meno. Ma la vera risposta deve arrivare dal mercato; i nostri figli e noi stessi dobbiamo sempre più fare scelte consapevoli nei nostri acquisti”. Lo ha detto Raffaele Ianuario, consigliere dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, con delega alla Commissione E.S.G, organizzatrice del convegno “Le sfide della moda sostenibile”, promosso Odcec di Napoli, presieduto da Eraldo Turi.

“La Campania con le sue 32mila aziende di moda e design è la seconda regione in Italia del settore e vanta diverse eccellenze riconosciute tali in patria e in tutto il mondo. Parliamo di un settore in piena trasformazione – Maria Cristina Gagliardi, consigliere Odcec di Napoli con delega alla Commissione Moda e Spettacolo -, alla luce delle direttive imposte dall’UE con il pacchetto sull’economia circolare. Chi vuole continuare a produrre e vendere in Europa deve adeguarsi a queste norme improntate alla sostenibilità. Mentre le grandi aziende hanno già avviato da tempo questo percorso, le piccole e medie imprese, che rappresentano il 93% del totale, stentano ad attrezzarsi in tal senso. A noi professionisti il compito di supportarle in questo passaggio, evitando che vengano tagliate fuori dal mercato”.

Secondo Emmanuela Saggese (presidente della Commissione E.S.G dell’Odcec Napoli) “L’industria della moda si confronta con diverse sfide nella transizione verso la sostenibilità. Una delle principali sfide è ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi, compresa la gestione dei rifiuti, le emissioni di carbonio e l’utilizzo di risorse idriche. Allo stesso tempo, è fondamentale migliorare le condizioni di lavoro lungo la catena di approvvigionamento e promuovere la trasparenza. Affrontare queste sfide richiede l’adozione di pratiche sostenibili, l’utilizzo di materiali ecologici, l’implementazione di politiche di responsabilità sociale e l’adozione di soluzioni innovative per ridurre l’uso di risorse. Inoltre, la collaborazione tra gli attori del settore, tra cui marchi, fornitori, governi e organizzazioni non governative, è fondamentale per affrontare le sfide in modo efficace.”

Milena Prisco (Of Conseil Studio Legale Pavia Ansaldo) ha sottolineato come “la grande bulimia normativa e regolamentare dalla finanza sostenibile alla responsabilità d’impresa necessita di una decodificazione. I professionisti devono essere una guida per traghettare le aziende nella realizzazione di modelli di business che rispecchino i criteri della sostenibilità finanziaria, legale e di compliance. Una sfida epocale dove ci sono grandi responsabilità sulle nostre spalle”.

Giuseppe Amitrano (fondatore e Ceo Wieldmore) evidenzia come “Le aziende cerchino di adeguarsi il più possibile ai nuovi indirizzi regolamentari. Questa è una sfida difficile che va accompagnata da adeguatezza alle norme e capacità di misurare il rischio e quantificare come lo stesso influenzi la misurazione delle prestazioni aziendali”.

Agostino D’Angelo (responsabile Area Napoli della Banca di Credito Popolare, l’Istituto che accompagna e sostiene sin dall’inizio la Commissione E.S.G. nel ciclo di appuntamenti sulla sostenibilità), ricorda la centralità della Sostenibilità ESG per la Banca che sin dal 2017 ha proceduto alla redazione della DNF (Dichiarazione Non Finanziaria); i principi ESG sono diventati parte integrante della strategia di business e dell’attenzione rivolta a tutto il Personale per accrescere la sensibilità verso le tematiche di sostenibilità, con la creazione di un’apposita linea di Finanziamenti ESG. Per la Banca, conclude, è molto importante il ruolo svolto dal commercialista, in particolare per le piccole imprese, per diminuire le asimmetrie informative ed accrescere le competenze ESG dell’imprenditore.

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