NAPOLI – Un suicidio sportivo che nessuno si aspettava. Un delusione che negli ultimi anni si era provata poche volte come dopo la finale persa in C con Avellino, la Champions persa con 12 punti nel girone e la partita di Firenze persa nell’anno di Sarri. Un Napoli pauroso, contratto che non è mai stato in partita e che con Rahmani aveva trovato il gol del vantaggio. Poi la solita disattenzione che porta Faraoni a segnare il gol del pari. Mai in partita Insigne, Osimhen e Zielinski. Ora si deve costruire un futuro che al momento è molto incerto.

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