NAPOLI (Di Anna Calì) – La zampata decisiva di Alajbegovic e il goal di Boga puniscono senza appello una squadra sterile, incapace di pungere e brava solo a buttare al vento quanto di buono teoricamente abbozzato. E pensare che anche la squadra di casa è messa peggio del Napoli.
Il big match dell’Allianz Stadium si trasforma nell’ennesima dolorosa conferma di una stagione buttata. Il Napoli perde. Ancora una volta. E la rabbia lascia spazio solo a un’amara e inevitabile resa dei conti.
Questo è quello che ci meritiamo. Esattamente questo. Le partite, i campionati e le ambizioni si costruiscono sfruttando le occasioni, e il Napoli ha l’incredibile talento di perderle tutte, sistematicamente.
L’avvio è di marca azzurra, con un Vicario provvidenziale a salvare il risultato su Lucca, ma la prima frazione si accende soprattutto per i nervi e le decisioni arbitrali.
La Juventus, visibilmente tesa e oltre misura fallosa, rischia grosso con Koopmeiners: il centrocampista bianconero entra duro e alto sulla gamba di Anguissa, per il regolamento sarebbe cartellino rosso diretto, ma l’arbitro Sozza sorvola.
Restano i dubbi e la rabbia: perché interventi simili, come quello costato il rosso a Malen in Como-Roma, vengono puniti in modo diametralmente opposto? Il metro di giudizio, ancora una volta, fa discutere.
In mezzo a un primo tempo teso e spezzettato, il Napoli fatica a trovare geometrie.
McTominay è un vero e proprio “fantasma”: né carne né pesce, lontanissimo parente dell’ira funesta ammirata contro la Roma.
Nel finale, un super Meret blinda la porta e mandare i suoi negli spogliatoi sullo 0-0.
La ripresa non regala la scossa sperata, ma apre le porte a un vero e proprio calvario sportivo e gestionale.
Il Napoli perde pezzi in continuazione: Di Lorenzo fuori risentimento all’adduttore, De Bruyne invece, distorsione alla caviglia
Olivera, anche lui ko per uno stiramento e sul finale anche Lang che si tocca la gamba: un’emergenza infinita che demolisce la squadra.
Un film dell’orrore senza fine.
Ma a completare l’opera ci pensa la direzione di gara di Sozza, protagonista di un arbitraggio semplicemente vergognoso.
Se nel primo tempo il metro di giudizio era stato stranamente permissivo con i padroni di casa, nella ripresa cambia radicalmente: una follia inspiegabile nella stessa partita, culminata con l’espulsione diMarianucci.
Il campo, adesso, presenta un conto salatissimo. La classifica diventa maledettamente complicata, soprattutto perché le squadre là davanti corrono a una velocità doppia e il Napoli rischia di sprofondare inesorabilmente.
Intanto, la sponda bianconera non naviga in acque migliori: una gestione così caotica e sterile alimenta le voci più insistenti, con l’ipotesi forte che Massimiliano Allegri non arriverà a mangiare il panettone.
Archiviata una sconfitta che fotografa il momento disastroso delle due squadre, la dirigenza azzurra guarda avanti.
Tra giovedì e venerdì, o al massimo la prossima settimana è attesa la firma decisiva per il nuovo centro sportivo a Qualiano, con le bozze dei contratti già spedite.
Nel frattempo, De Laurentiis e Manna hanno già acceso i motori per la sessione di mercato 2027-2028.
Il budget previsto si aggira intorno ai 130 milioni di euro: 30 messi direttamente dalla proprietà, il resto finanziato dalle cessioni pesanti di Scott, Lang, Lucca, Anguissa, Lobotka e Neres.
Uno scenario di profondo rinnovamento che dipenderà, in modo cruciale, dalla qualificazione in Champions League: in caso di mancato traguardo, lo stravolgimento della rosa rischia di essere totale.
Il tempo per riflettere, però, è ridotto al minimo. Mercoledì c’è l’impegno europeo contro il Porto, mentre domenica lo stadio Maradona attende la supersfida contro la Lazio capolista.
Il campo, adesso, esige risposte immediate.





