NAPOLI – I killer della camorra tornano a sparare.

Omicidio questa mattina poco dopo le 8,30 in via Ravello nel quartiere di San Giovanni a Teduccio.

Un uomo Luigi Mignano è stato freddato da alcuni colpi d’arma da fuoco poco fuori il portone di casa.

I sicari, stavano aspettando il loro bersaglio e appena visto in strada hanno fatto fuoco.

Ferito nell’agguato il figlio Pasquale. Decine di proiettili sull’asfalto che fanno pensare ad almeno due killer in azione.

Miracolosamente illeso il bambino, figlio di Pasquale, che ha visto il nonno cadere sotto i colpi d’arma da fuoco.

Accanto al corpo di Luigi Mignano resta lo zainetto di Spiderman.

Nonno, figlio e nipote stavano entrando in auto quando sono stati raggiunti da due persone a bordo di uno scooter che hanno sparato numerosi colpi.

Dileguati dopo la missione punitiva, hanno fatto perdere le proprie tracce.

Sul posto un capannello di parenti e curiosi ha circondato il corpo senza vita.

Immediatemnte sono giunte le volanti della polizia e il personale del 118.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire gli attimi dell’agguato cercando di reperire informazioni dai presenti.

“Crediamo sia il caso di ripetere a voce alta quello che è successo: un commando si è presentato all’ingresso di una scuola, durante l’entrata dei bambini, e ha aperto il fuoco. Fuori ad una scuola. Durante l’ingresso degli alunni. Un fatto di una gravità irripetibile.

La criminalità è fuori controllo in questa città. Cosa può succedere di peggio? Cosa deve accadere ancora per convincere il ministro dell’Interno Salvini a inviare i rinforzi che ha promesso?”.

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Crediamo sia arrivato il momento di modificare la percezione comune dei fenomeni criminali che investono il nostro territorio. Per anni politica, istituzioni e forze dell’ordine hanno messo al centro della propria azione la lotta alla criminalità organizzata.

E’ sacrosanto ma, troppo spesso, si è tralasciato un fenomeno delinquenziale che è particolarmente avvertito dalla cittadinanza: la microcriminalità.

L’azione dei malviventi di piccolo cabotaggio, che spesso si muovono sul filo tra reato e atti di inciviltà, rappresenta un problema grave e attuale. Serve un’azione di contrasto decisa che vada oltre le condanne verbali. Occorre che le istituzioni si diano una mossa prima che questo sottobosco criminale prenda definitivamente il sopravvento”.

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