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NAPOLI – Sapete cos’è una profezia…“La predizione di un evento futuro dovuta a ispirazione divina”…io l’ho scoperto qualche giorno fa quando, a due  passi dal lungomare, sono entrata in un piccolo ristorante ed ho capito che “La predizione di un evento futuro” sarebbe stato il massimo piacere mangereccio “dovuta a ispirazione divina” grazie al giovanissimo chef Simone Profeta.

  Il locale fresco di restyling con pareti in tufo, un ambiente vintage con arredi originali provenienti da vari paesi del mondo, il tutto trasuda amore, impegno, attenzione per il cliente e tanto studio. Ci sediamo avvolti da tante etichette, tanto buon vino scelto e selezionato dallo chef Simone che ci accoglie con il suo sorrido e la sua passione travolgente. Autodidatta dalla forte personalità gioca e si diverte passando da piatti di mare a quelli di terra, tra la tradizione e l’innovazione. Partiamo con degli entree che già denotano spirito e carattere dello chef e il suo avvalersi di grandi professionisti come la maestra gelatiera Pina Molitierno di Vanilla Ice Lab. per un ottimo “Gelato al salmone con caviale iraniano” accanto ad un “Sorbetto alle foglie d’ostrica con polpa di passion fruit” per un boccone armonico tra la spinta salina del sorbetto e la dolcezza del frutto della passione . Si prosegue con “Gamberi di Mazara del Vallo su pesto di pistacchio”, per una spiccata tendenza dolce ben armonizzata da un sorso di Franciacorta Brut 2010 Freccianera  Fratelli Berlucchi. Si passa al primo con un piatto da leccarsi il baffi, una grande creazione dello chef la “La Settima Profezia” spaghettoni Gemme del Vesuvio in salsa di ostriche su tartare di gamberi rossi e foglia d’ostrica, equilibrato il boccone che racchiude la pasta con i crostacei sottostanti tra dolcezza e sapidità…10 e lode, avvolto da un rosè piacione Santa Digna Cabernet Sauvignon Rose 2016 Miguel Torres, per un buon abbinamento. Si passa ad un “must” della cucina napoletana, la tanto amato Genovese con la sua lunga cottura, quasi 12 ore e le sua candele spezzate a mano come da tradizione ed è “Candele spezzate (Gemme del Vesuvio) alla genovese di cipolla ramata di Montoro”, puro piacere!. Altra chicca prima di chiudere le cotolette, e che cotolette, con l’osso della macelleria Io sono la Chianina, perfetta la cottura, ottima la carne, buono il vino Bolgheri Doc Ruit Hora 2012  Tenuta Caccia al Piano 1868…Simone non perde un colpo. Per finire un sorso di Ben Ryè 2014 Passito di Pantelleria Donnafugata per “Spugna all’arancia su salsa di more, sorbetto al lampone di Pina Molitierno e perle di menta”, non si poteva finire meglio. La passione c’è, l’ispirazione divina anche…non manca prorpio nulla, in bocca al lupo alla Locanda del profeta.

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