NOLA – Mercoledì 8 novembre alle ore 17,30 nella bellissima sala del museo Storico Archeologico di Nola si parlerà di erboristeria tra tradizione e mito. Ad inaugurare questa nuova stagione di eventi, la giovanissima presidente della Fidapa della sezione di Nola, Antonietta Scafuro, affiancata dal padrone di casa, Giacomo Franzese, direttore del museo storico archeologico di Nola. Interverranno: Giovanna Ferrante Sorrentino, autrice del libro: “Dall’esperienza alla scienza. Come si curavano i nostri nonni”, e Maria Pia Cucino, biologa erborista.

Il libro è stato scritto da Giovanna Ferrante Sorrentino, docente di materie letterarie originaria di Palma Campania. Il contatto con alunni e persone adulte di varie regioni, di diverse estrazioni culturali europee e mondiali, ha contribuito alla sua formazione come etnologa e come scrittrice di saggi, romanzi, racconti brevi e lunghi che hanno come sfondo la realtà storica e politica del periodo a cui si riferiscono, le caratteristiche dei luoghi in cui sono ambientati ed esaltano sempre l’amore, l’amicizia, la famiglia, l’ospitalità, l’operatività. Ha scritto per il teatro.

Socia di accademie e movimenti civici e culturali, ambientalista convinta, pubblica su riviste specializzate articoli di educazione ambientale, sociale, culturale. Il desiderio di scrivere questo testo da parte dell’autrice perché, come scrive «non ci può sfuggire che in quest’epoca in cui il progresso tecnologico procede a velocità vertiginosa causa la dimenticanza di quelle caratteristiche tradizioni, di quelle espressioni semplici e per lo più innocenti dell’anima del popolo che in tempi passati ha dovuto fare i conti con la limitata istruzione e le ristrettezze economiche. Abitudini e conoscenze ereditate dagli antenati costituivano un patrimonio a cui poter attingere al momento del bisogno. Quale migliore occasione, dunque, per fermare sulla carta ciò che le anziane persone raccontano per esperienza diretta? Dall’esperienza alla scienza, Come si curavano i nostri nonni […] Abbiamo riscontrato che molte erano le funzioni terapeutiche che si attribuivano ad alcuni alimenti e ad alcune piante che, a ragione o torto, venivano coltivate o ricercate. Così pure poteri speciali erano attribuiti ad animali, persone o cose. Alla luce delle conoscenze odierne non sempre erano reali ma contribuivano comunque ad infondere fiducia in un’eventuale guarigione. A dare la speranza che aiutava a vivere e ad affrontare il malessere con fiducia. Abbiamo raccolto alcune delle indicazioni più significative. Inoltre, abbiamo aggiunto quelle legate alla nostra esperienza personale e le abbiamo riportate nella forma più semplice possibile».

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