Nella splendida cornice del Museo della Moda di Napoli, presso la Fondazione Mondragone (piazzetta Mondragone 18, Napoli), ad oggi l’unico museo pubblico in Italia dedicato al settore, venerdì 4 marzo, alle ore 18, verrà presentato il libro Io volevo essere eterna. Krizia. Una biografia d’amore di Anna Marchitelli (Edizioni Clichy – www.edizioniclichy.it), la biografia, appunto di Mariuccia Mandelli, la stilista ideatrice del prêt-à-porter in Italia, nata a Bergamo nel 1925 e morta a Milano nel 2015.

La Mandelli, insieme ad Armani, Valentino, Ferrè, ha contribuito a creare il Made in Italy e a renderlo celebre nel mondo. Dialogheranno con l’Autrice, l’avvocato Maria d’Elia, presidente della Fondazione Mondragone, e la giornalista, scrittrice, nonché ideatrice del Café Philo, Rita Felerico.

L’attrice Anna Bocchino leggerà alcuni brani tratti della biografia; verrà proiettato un video che illustra la parabola esistenziale della Mandelli e interverranno giovani designer.

Il calendario del museo, sotto la nuova direzione dell’avvocato Maria d’Elia, è ricco e variegato. Iniziato il 21 febbraio, proseguirà fino al 29 giugno: dalla moda alla cultura a trecentosessanta gradi, una stagione da non perdere, anche per la particolare attenzione rivolta al mondo dei giovani.

«Nel 2022 la Fondazione Mondragone di Napoli-Museo della Moda vuole improntare le sue azioni culturali all’insegna di una partecipazione giovanile diversificata e consistente. Memore di aver ben rappresentato nel tempo la sua forte vocazione formativa, al di là della denominazione giuridica del momento storico. Oggi più che mai, intende confermarla a piena voce», spiega Maria d’Elia.

Krizia è un nome preso in prestito da un dialogo di Platone sulla vanità femminile, lo scelse Mariuccia Mandelli (Bergamo 1925 – Milano 2015) per la sua casa di moda. E per se stessa. Icona di stile nel mondo intero, in America era soprannominata «Crazy Krizia» e in Asia veniva trattata come una regina. Ha contribuito alla nascita del prêt-à-porter italiano e a plasmare la donna moderna a suon di plissé, hot pants, animali e materiali inediti. Dismessi i panni di maestra elementare, dopo un’infanzia trascorsa a cucire vestiti per le sue bambole, Mariuccia parte con una valigia piena di abiti da vendere alle boutique in giro per l’Italia: ha con sé idee innovative, un sorriso genuino e la tempra di una pantera. Nel giro di pochi anni costruisce un impero, alla sua corte tra i primi collaboratori ci sono Walter Albini e Karl Lagerfeld, e di fatto scrive la storia della moda con sessant’anni di collezioni.

Questa biografia si costruisce attraverso le sue stesse dichiarazioni – estratte da centinaia di interviste rilasciate dalla stilista e conservate negli archivi di «Corriere della Sera», «la Repubblica», «Vogue», «Amica», «Elle» – e la compenetrazione dell’autrice nelle sue pieghe di donna, nelle sue contraddizioni, nelle idee che l’hanno ispirata fino ai novant’anni. E nel temperamento, schietto e feroce proprio come i suoi abiti, che l’ha portata a difendere dai pregiudizi la morte di persone a lei care, come Gianni Versace e Lady Diana, a guerreggiare con la storica direttrice di «Vogue America», Anna Wintour, e a difendere con determinazione la sua innocenza nella celebre inchiesta del pool Mani Pulite sugli stilisti italiani.

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