NAPOLI – Un incontro nato per raccontare i risultati raggiunti col progetto Grazia Sotto Pressione, che in tre anni ha preso in carico circa 500 adolescenti, con azioni collettive e patti educativi individualizzati. Lavorando con loro e con le famiglie di appartenenza, si è provato a recuperare una relazione positiva con la scuola e con i percorsi formativi per liberare talenti e capacità. Si è lavorato in particolare le madri per aumentarne i livelli di benessere e autonomia, accompagnandole in percorsi di supporto al reinserimento lavorativo.

Un focus importante è stato dedicato alla formazione che ha coinvolto circa trenta donne del quartiere e provenienti da dodici diversi paesi del mondo, per il laboratorio di sartoria Ciak si cuce che, in una logica di riciclo e sostenibilità produce manufatti da teloni pubblicitari destinati al macero. Un luogo di apprendimento ma anche e soprattutto di legami, dove ci si racconta, si porta il proprio vissuto e si superano tante barriere, linguistiche e relazionali. Un progetto realizzato nell’ambito del percorso “Officina del Fare”, in sinergia con i progetti “SCIC” (Ministero del lavoro e delle politiche sociali) e “Grazia Sotto Pressione” (Impresa “Con i bambini”) e sostenuto da Unicredit con l’utilizzo dei fondi di Carta Etica.

Tra i vari interventi è da evidenziare la dichiarazione dell’assessora Chiara Marciani che, in vista dei fondi che arriveranno ai comuni, ha esplicitato l’intenzione di aprire un tavolo di co-progettazione con terzo settore, enti di formazione e imprenditori per la definizione di orientamenti e indirizzi per realizzate i tirocini di inserimento lavorativo rivolti a soggetti fragili.

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