NAPOLI – Si è chiusa con 11.500 presenze di professionisti provenienti da tutta Italia – facendo registrare un incremento del 13% – la decima edizione di Arkeda, il salone dell’architettura, edilizia, design ed arredo, che si è tenuta dal primo al 3 dicembre nei padiglioni 4, 5 e 6 della Mostra d’Oltremare di Napoli su un’area espositiva complessiva di 8mila metri quadrati. La mostra-convegno ha ospitato 134 espositori, 13 convegni, 6 presentazioni, 8 workshop, 4 laboratori e 6 mostre. Nei tre giorni di lavori sono emerse soluzioni, da parte delle aziende espositrici, di artigianato, di eccellenza made in Italy, di grande innovazione e tecnologia all’avanguardia. Le aziende di materiali, rivestimenti e pitture hanno presentato progetti legati al risparmio energetico, alla sostenibilità ambientale e alla catena di produzione che guarda al futuro con emissioni zero.

“Dieci anni sono tanti. Il successo – spiega Angioletto de Negri, amministratore di Progecta – è stato crescente. Oggi come oggi noi vogliamo trasformare il discorso nel fare un qualcosa anche per il pubblico. Ritengo che o design o quello che non è design deve essere visto e toccato dal pubblico, né produzione, né intermediazione, né il resto può inficiare questa regola naturale: produttore, intermediario, consumatore. Poi con questo tipo di discorso si accontenta tutta la filiera”.

“È un evento importante – evidenzia Edoardo Cosenza, assessore alle Infrastrutture del Comune di Napoli – del mondo dell’edilizia e delle costruzioni, forse il più importante che si tiene a Napoli e quindi tra i più importanti del Sud. Personalmente l’ho molto sostenuto quando ero presidente dell’ordine degli Ingegneri e adesso sono qui come assessore al ramo del Comune. Vedo tanti, tanti partecipanti, mi sembra anche molto più ricco di eventi e di stand del solito. Complimenti agli organizzatori”.

“Arkeda per noi dell’ordine degli Architetti di Napoli è probabilmente l’evento più importante dell’anno, coincide – afferma Lorenzo Capobianco, presidente dell’ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli – anche con la chiusura dell’anno solare quindi di per sé è un tempo di bilanci. Questo è un anno particolare perché è un anno di importanti transizioni, il nuovo codice dei contratti, il lavoro sulla riforma del Testo unico dell’edilizia. In questa sede, oltre al necessario aggiornamento e al momento formativo sulle nuove tecniche e tecnologie, abbiamo anche tanti momenti di incontro per approfondire questioni centrali per la nostra professione”.

“Sono dieci anni che l’ordine degli Ingegneri di Napoli partecipa a questo evento. Noi – rimarca Gennaro Annunziata, presidente dell’ordine degli Ingegneri di Napoli – riteniamo che questi eventi siano strategici per i professionisti perché sono un momento di incontro, di confronto fra professioni, ma anche con il mondo delle aziende che propongono soluzioni che poi noi professionisti possiamo applicare nella nostra attività professionale. C’è la possibilità di confrontarci su temi importantissimi come il problema dei crediti incagliati dei super bonus, tutti i dubbi e le perplessità che il nuovo codice degli appalti, soprattutto sull’equo compenso, sta creando”.

“Quest’anno ‘Grado zero’ – racconta Roberto Cappelli, direttore di Arkeda – indica la necessità di un cambiamento nel linguaggio dell’architettura che in questi anni è rimasto troppo chiuso a una élite di addetti ai lavori, non ha comunicato con la società. È il grado zero per il cambiamento delle necessità e le risposte che la società chiede agli architetti. Questa è stata un’azione interessante perché il tema era molto interessante e attuale. I contributi sono stati tutti sul tema”.

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