NAPOLI – Fra gli allergeni potenzialmente più dannosi per i soggetti allergici vi è il polline delle graminacee. L’allergia alle graminacee è molto diffusa in tutto il globo e i pollini appartenenti a questa famiglia botanica sono anche i principali responsabili delle allergie crociate. Si tratta di reazioni allergiche scatenate da una correlazione di elementi, in particolare fra il polline e alcuni alimenti.

Graminacee: pollinosi e sintomatologia

Alla famiglia botanica delle Graminacee appartengono molte piante coltivate a scopo alimentare come riso, grano e mais, ma anche piante ornamentali ed erbe di prato. Essa consta di circa 80 mila specie in tutto il mondo i cui pollini costituiscono la principale causa di raffreddore da fieno. Il volo pollinico delle graminacee avviene in concomitanza con la loro fioritura, che per alcune specie può avvenire in diversi periodi dell’anno. Nella stagione primaverile in particolare, fra marzo e giugno, la produzione e l’emissione dei loro pollini nell’aria sono ai massimi livelli.

I sintomi tipici della rinite allergica o febbre da fieno sono arrossamento e prurito agli occhi, abbondante secrezione nasale, starnuti frequenti e naso chiuso. Questi stessi sintomi possono essere però campanello d’allarme di altre patologie o reazioni allergiche, scatenate da allergeni di pollini in combinazioni con alcuni alimenti. Gli allergeni dei pollini di alcune graminacee sono talmente simili a quelli di taluni alimenti che in alcuni casi il sistema immunitario dei soggetti allergici non riesce a distinguerli dando luogo a reazioni crociate.

Allergie crociate: cause e sintomatologia

La reattività crociata è una reazione allergica che può avvenire fra diversi alimenti o fra alimenti e piante. La ragione di tale effetto è da ricercarsi anche nella familiarità di alcune specie vegetali.

Gli allergici alle graminacee sono spesso ipersensibili a determinati alimenti come legumi, pomodori, farro, orzo, avena, mais e loro derivati ma anche a melone, kiwi, albicocche e ciliegie.

A scatenare questa risposta allergica sono alcuni elementi proteici presenti in un determinato alimento. Nel caso delle allergie crociate questi elementi possono trovarsi anche in proteine di origine diversa, ad esempio di un polline e di un frutto. Capita così con una certa frequenza che chi è allergico a un polline lo sia anche a un cibo. I sintomi riscontrati sono simili a quelli della febbre da fieno: occhi che lacrimano, naso che cola, starnuti o prurito. Queste reazioni sono di solito completamente inaspettate e in certi casi possono essere anche molto gravi. I sintomi si manifestano di solito entro pochi minuti fino a due ore dopo aver ingerito tali alimenti, nei casi peggiori può anche scatenarsi da subito il cosiddetto shock anafilattico.

Rimedi e consigli utili

Durante la stagione dei pollini è opportuno evitare quindi gli alimenti a reazione crociata se poco tollerati e se vi è un’accertata sensibilità ad essi ed è raccomandabile informarsi preventivamente sul volo pollinico nel territorio in cui ci si trova.

Se non si desidera eliminare completamente dalla dieta determinati alimenti, alcuni tipi di frutta e verdura possono risultare meglio tollerati previa sbucciatura o il riscaldamento, le alte temperature infatti distruggono le proteine allergeniche.

Anche i geni e lo stile di vita giocano un ruolo importante nel difendersi dalle reazioni allergiche. Una dieta non sana e sbilanciata potrebbe favorire le allergie ai pollini e innescare reazioni crociate. È bene quindi evitare alimenti ad alto contenuto di grassi o contaminati da coloranti e conservanti. Anche il fumo, l’inquinamento dell’aria o l’eccessiva igiene possono avere effetti negativi. Infine, altri fattori di influenza possono essere le infezioni, lo sforzo fisico e le patologie del sistema immunitario.

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