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NAPOLI – A causa del super afflusso di pazienti nell’ospedale Cardarelli di Napoli il direttore generale, Ciro Verdoliva, ha attivato l’Unità di Crisi, come da prassi, “per governare l’emergenza”, determinata dal picco influenzale ma soprattutto dalla tendenza della popolazione di Napoli e provincia, a fare quasi esclusivamente riferimento alle strutture del più grande ospedale del Sud Italia. “Prevedendo ogni possibile scenario – evidenzia Verdoliva – si riesce a tamponare anche giornate di super afflusso”. “I dati odierni – rende noto il direttore generale – sono comunque ben superiori alla normale straordinarietà alla quale siamo abituati”.

Ciononostante viene evidenziato, “la continuità assistenziale non è mai venuta meno, né tantomeno l’attività chirurgica d’urgenza. A fine giornata il pronto soccorso del Cardarelli dimette circa il 65% dei pazienti, nell’arco delle prime 2-6 ore: questo significa che gli accessi sono impropri, che si fa rifermento al Cardarelli anche per un semplice mal di pancia”.

“Non andate al Cardarelli e negli altri pronto soccorso se non è davvero necessario perché si metterebbe a rischio la vita di chi ha davvero bisogno di un’assistenza urgente”.

 

A lanciare l’appello è il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, per il quale “il direttore del generale del Cardarelli, Ciro Verdeoliva, ha giustamente predisposto tutto quanto previsto in casi di sovraffollamento, ma è chiaro che potrebbero esserci problemi se si continua ad affollare il pronto soccorso con i codici bianchi”.

 

“Per scongiurare un sovraffollamento pericoloso sarebbe necessario un impegno straordinario di medici di base e di quelli della guardia medica” ha aggiunto Borrelli per il quale “serve la collaborazione di tutti per evitare di ritrovarci con pronto soccorso sovraffollati dove diventa difficile assistere adeguatamente chi rischia realmente la vita”. (ANSA)

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