NAPOLI – L’isteroscopia, al giorno d’oggi, rappresenta la principale tecnica per la diagnosi ed il trattamento delle patologie endouterine. Si tratta di una procedura mininvasiva che, nella grande maggioranza dei casi, viene eseguita in regime ambulatoriale e, anche in un’ottica di una rapida ripresa della vita quotidiana, lavorativa e familiare, rappresenta una tecnica ottimale per le pazienti. Nell’epoca della Precision Medicine, poi, l’isteroscopia centra pienamente quelli che sono gli obiettivi dell’individuazione delle caratteristiche specifiche del singolo paziente, nella ricerca del trattamento più idoneo.

La moderna isteroscopia è al centro dell’incontro di aggiornamento professionale “La precision medicine nella chirurgia isteroscopica avanzata”, responsabile scientifico il Prof. Attilio Di Spiezio Sardo, oggi venerdì 22 settembre, a Pozzuoli (NA) presso l’EuTylia Academy.

 

Attualmente, l’isteroscopia ambulatoriale può essere considerata il gold standard per la valutazione della cavità uterina, non solo per la sua elevata accuratezza diagnostica, ma anche perché supera la distinzione tra procedure diagnostiche e operative”, ha spiegato il Prof. Di Spiezio Sardo, Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, medico chirurgo specialista in Ginecologia e Ostetricia, esperto in chirurgia ginecologica minimamente invasiva. “Come è riassunto dalla cosiddetta filosofia “see-and-treat”, l’isteroscopia dà, infatti, la possibilità di individuare la lesione e, allo stesso tempo, di eseguire trattamenti rapidi, sicuri e specifici”.

I continui sviluppi tecnici e tecnologici, inoltre, hanno reso le procedure isteroscopiche sempre più sicure e meno invasive per le pazienti. L’avvento degli isteroscopi di piccolo diametro, l’utilizzo della soluzione salina come mezzo di distensione, nonché l’indagine vaginoscopica, hanno ampiamente contribuito alla diffusione di questa tecnica a livello mondiale.

 

“Oggi, le procedure operative ambulatoriali permettono di offrire al paziente un trattamento efficace e indolore, che evita anche l’anestesia e i rischi e la morbilità ad essa associati”, ha affermato l’AD Eutylia Vito Esposito a chiusura della giornata. “Incontri formativi come questo garantiscono la diffusione di nuove tecnologie, che hanno un impatto positivo non solo sulla salute delle donne, ma anche sul Sistema Sanitario Nazionale. Grazie a tempi di recupero e ritorno alla mobilità e alla piena forma fisica sempre più rapidi, questa procedura riduce, infatti, anche i costi relativi al personale dedicato e all’utilizzo della sala operatoria, accorciando le liste d’attesa per interventi chirurgici più lunghi ed articolati”.

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